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Il “pitbull” di Appendino indagato per peculato

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Lo chiamavano pitbull proprio a causa di Chiara Appendino, che lo aveva chiamato così per la sua grinta nel mantenere i rapporti con la stampa. Oggi Luca Pasquaretta è indagato per peculato insieme a Mario Montalcini, vicepresidente esecutivo della Fondazione per il libro, ente che organizza il Salone internazionale del libro. Montalcini – a differenza di Pasquaretta – avrebbe ricevuto un invito a comparire in procura. A svolgere gli accertamenti sono stati il pm Gianfranco Colace e i carabinieri della squadra di polizia giudiziaria. La fondazione, dopo essere stata messa in liquidazione, non solo non ha pagato i fornitori, ma non è riuscita a garantire gli stipendi nemmeno ai dipendenti. Racconta Il Fatto:

Ha ottenuto cinquemila euro (poi restituiti) per un incarico di quindici giorni al fianco del presidente del Salone Massimo Bray, ma ci sono dubbi sulla regolarità del lavoro. Giovedì Montalcini ha ricevuto un invito a comparire in cui è menzionato Pasquaretta, che ieri ha dichiarato: “Ho lavorato pancia a terra senza risparmiarmi. Lo dirò al magistrato nella speranza di chiarire lamiaposizione”.

Il caso era stato sollevato dal capogruppo Pd Stefano Lo Russo e la sindaca aveva difeso il collaboratore affermando che l’incarico era stato autorizzato. Tuttavia molti consiglieri, anche quelli del M5s, lo ritenevano inopportuno, soprattutto perché era stato saldato a differenza di molti dipendenti e creditori della fondazione. La procura vorrebbe inoltre chiarire se Pasquaretta abbia effettivamente lavorato e se lo abbia fatto dopo gli orari d’u f f i c i o.

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Pasquaretta è indagato nella vicenda di un evento collegato a Piazza San Carlo, che sta diventando ormai l’evento pubblico attorno al quale ruotano i destini dell’intera giunta grillina. I pm hanno scoperto che quello di Parco Dora è stato un evento “fantasma”, messo in piedi senza chiedere nemmeno l’occupazione del suolo pubblico e a quanto risulta non ci fu neppure il sopralluogo della Commissione di vigilanza della prefettura, a differenza di quanto avvenne per piazza San Carlo, sebbene la proiezione sotto la tettoia dello strippaggio di Parco Dora fosse inserita nei comunicati ufficiali del Comune.

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