La macchina del funky

Avanti: il gruppo renziano fuori dal PD

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Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera racconta oggi di un progetto di gruppo renziano fuori dal Partito Democratico – ci sarebbe già il nome: Avanti – sul quale però Luca Lotti, storico braccio destro di Matteo Renzi, sembra avere molte perplessità:

Più di un parlamentare gli ha chiesto di fare una riunione d’area, ma Lotti si è rifiutato. Preferisce non dare nell’occhio e incontrare piccoli gruppi. Tant’è vero che gli stessi renziani non hanno capito se si organizzeranno mai in corrente, e un po’ se ne rammaricano. I «falchi» vorrebbero addirittura fare gruppi a parte e fondare un nuovo movimento: «Avanti».

Sono convinti di riuscire a convincere allo strappo finale almeno 25 parlamentari alla Camera e tra i 10 e i 15 al Senato. Lotti però è su tutt’altra lunghezza d’onda e cerca di evitare lo scontro interno. È sempre lui che tiene anche i rapporti con Martina, di cui i renziani non si fidano più e infatti non è un caso che agli incontri più importanti il reggente vada accompagnato da Guerini.

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La conta dei renziani e dei non-più renziani (Il Messaggero, 12 marzo 2018)

A Lotti gli avversari interni attribuiscono anche la cura dei rapporti con Verdini per un Nazareno bis, ma in realtà non risultano incontri tra i due. Boschi, invece, ha deciso di restare defilata. La sottosegretaria ha visto a Palazzo Chigi i parlamentari a lei più vicini: Silvia Fregolent, Gennaro Migliore, Tommaso Cerno, Stefano Ceccanti, ma preferisce non esporsi troppo.

Un’indicazione, però l’ha data: votate Guerini presidente dei deputati. La stessa di Lotti. A Palazzo Madama invece la faccenda è più complicata. Andrea Marcucci è l’unico esponente vicino all’exsegretario che potrebbe mettere d’accordo quasi tutti. Ma recalcitra (vorrebbe fare il vicepresidente del Senato). Senza di lui i renziani non riuscirebbero a ottenere la presidenza del gruppo.

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