Opinioni

L'oncologo, Mattarella e la storia dell'uranio impoverito

Non è mai stata dimostrata nessuna correlazione tra l’uso dell’uranio impoverito in guerra e l’aumento di tumori, né nei militari italiani né in studi effettuati all’estero. Lo afferma con l’ANSA Umberto Tirelli, oncologo del Cro di Aviano, che nel 2005 fu tra gli esperti ascoltati dalla commissione d’indagine istituita dal Senato,commentando le accuse fatte dal blog di Beppe Grillo al candidato al Quirinale Sergio Mattarella.
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«Le conclusioni di quella Commissione – ricorda Tirelli – furono che non c’era alcuna relazione tra i tumori e l’uranio impoverito, tanto che si ipotizzò un possibile legame con le vaccinazioni fatte senza i dovuti intervalli tra una somministrazione e l’altra». Anche studi effettuati negli altri paesi hanno escluso la correlazione, sottolinea l’esperto. “Si è cominciato a parlare di questa ipotesi già dopo la prima guerra del Golfo – spiega – ma gli americani non hanno trovato nessun legame, e neanche altre indagini in Regno Unito su oltre 50mila veterani e in Croazia su popolazioni potenzialmente esposte”. Della storia di Mattarella e dell’uranio impoverito avevamo parlato qui. Molti tribunali hanno sancito la responsabilità del ministero della Difesa per questo tipo di malattie.

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