Attualità

L'omeopata e il bimbo morto per un'otite

otite omeopatia bimbo pesaro

Contro le infezioni l’unico metodo da utilizzare sono gli antibiotici. Ma i genitori di un bambino di Cagli in provincia di Pesaro hanno invece deciso di seguire i consigli di un omeopata di Fano e per quindici giorni lo hanno curato con un prodotto omeopatico. Finché, tre giorni fa, il loro figlio non ha perso conoscenza: a quel punto lo hanno portato al pronto soccorso di un ospedale di Pesaro e da lì al Salesi di Ancona, dove il bimbo è arrivato in condizioni disperate. EDIT ore 12,30: Il bambino è stato dichiarato clinicamente morto poco fa

L’omeopatia e il bimbo in coma per un’otite

Il bambino, 7 anni ancora da compiere, lotta ancora tra la vita e la morte: il dottore che ha consigliato ai genitori, che hanno altri due figli di cinque e quindici mesi, di curarlo con l’omeopatia nei giorni scorsi è andato a visitare il bambino. La sua posizione verrà vagliata dalla procura. Racconta Michele Bocci su Repubblica che prima di finire al pronto soccorso, il bambino sarebbe stato male 15 giorni, con la febbre che saliva e scendeva e l’orecchio che gli faceva molto male. Ma solo quando la situazione è precipitata hanno deciso di correre all’ospedale.

omeopatia bimbo otite
L’omeopatia in Italia (La Repubblica, 27 maggio 2017)

«Quello che è accaduto è gravissimo e deplorevole, ma non per questo dobbiamo criminalizzare i medicinali omeopatici — ha detto ieri Giovanni Gorga di Omeoimprese, che rappresenta quasi tutti i produttori di preparati omeopatici — L’omeopatia non è una medicina alternativa ma complementare e sotto accusa, eventualmente, deve essere il medico e non l’intero comparto. Quando vi sono errori in sala operatoria è il medico il responsabile, non certo il bisturi». (La Repubblica, 27 maggio 2017)

La TAC ha rivelato che l’equilibrio neurologico è compromesso dall’infiammazione dilagata che aveva portato il bimbo in uno stato di semicoscienza e con una febbre altissima. «I parametri vitali, respiratori, cardiocircolatori ed elettroencefalografici» fotografano — dice il bollettino medico di due righe citato oggi dal Corriere della Sera — un coma che permane «grave».

Omeopatia e vere cure

Con un antibiotico l’infezione sarebbe passata in 48 ore. L’infezione ora si è estesa alle pareti cerebrali. Giovanni Rezza è il responsabile delle malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, a colloquio con Repubblica e premettendo, con grande onestà intellettuale, di non conoscere il caso (al contrario di certi cialtroni che fanno diagnosi via internet), spiega:

I genitori marchigiani si sarebbero fidati di un omeopata per curare un’otite. Cosa ne pensa?
«Non conosco il caso ma per un attimo lasciamo da parte il fatto che riguardo all’omeopatia mancano studi sperimentali di fase 3, quelli che invece vengono fatti per i farmaci, cosa che ha fatto dire agli Usa che non sono medicinali. A parte questo, dicevo, quando uno ha un’infezione grave e non prende l’antibiotico è noto che la situazione possa peggiorare».
L’otite è difficile da trattare?
«Se si interviene subito no, come sanno i genitori dei migliaia di bambini che vengono colpiti ogni anno. Riguardando l’orecchio, però, se viene trascurata è pericolosa, perché si sviluppa in una zona vicina al cervello. Se il batterio arriva lì può fare danni enormi».

la stampa omeopatia - 4
La pediatra di famiglia, la dott. Rosera Falasconi, intervistata stamani dal Resto del Carlino, ha raccontato di non aver mai visitato il bambino negli ultimi 15 giorni, di non essere stata interpellata per il problema dell’otite e di non aver prescritto alcun farmaco, tantomeno di carattere omeopatico. I genitori non sarebbero seguaci di movimenti contrari alla medicina ufficiale, avrebbero solo una generica preferenza per le cure omeopatiche. Resta il fatto che loro stessi hanno confermato ai sanitari del Salesi che dall’età di tre anni il figlio non ha mai assunto antibiotici.
EDIT: Il Resto del Carlino pubblica un’intervista al nonno del bambino:

Di fronte alla febbre e al dolore che il piccolo ha avuto per 15 giorni, come siete riusciti a non capire il pericolo?
«Ci siamo rivolti, giorno e notte, al dottor Massimiliano Mecozzi, di cui mia figlia e mio genero si fidavano ciecamente».
Perché?
«Aveva migliaia di pazienti, si dimostrava sicuro di sé, e poi…»
Cosa?
«Ha spaventato a morte mia figlia. Quando lei lo supplicava di dare l’assenso per portare il bimbo in ospedale perché lo vedeva peggiorare, lui le ha risposto che gli avrebbero somministrato tachipirina con la conseguenza di farlo diventare sordo. Non solo, sarebbe potuto finire in coma epatico. Li ha come paralizzati dalla paura».
Da quel momento cosa è successo?
«Abbiamo seguito scrupolosamente le indicazioni del medico, ogni tot minuti gli venivano dati dei granuli di prodotto, e mia figlia sempre accanto al letto. Eravamo convinti che fosse come le altre volte».
Avete chiamato la pediatra di famiglia?
«No, mai. Il dottor Mecozzi ci aveva posto la scelta: o la pediatra oppure lui. E siccome il bambino dall’età di tre anni non aveva mai preso antibiotici, superando otiti e influenze, abbiamo continuato a seguire il dottor Mecozzi».

In un’altra parte dell’intervista si afferma che il bambino è stato vaccinato fino a quindici mesi ma poi i richiami non li ha fatti.
EDIT ORE 12,43: E’ clinicamente morto il piccolo Francesco, il bambino di 7 anni ricoverato dal 24 maggio nella rianimazione dell’Ospedale Salesi di Ancona per un’otite curata con l’omeopatia e non con gli antibiotici, che ne aveva compromesso le funzioni vitali. Il piccolo, originario di Cagli (Pesaro) era seguito da tre anni da un medico omeopata di Pesaro, ai quali i genitori si erano affidati. Il ‘Salesi’ ha trasmesso una segnalazione sul caso alla procura di Ancona e alla procura dei minori. I familiari di Francesco, due commercianti che hanno anche altri due figli minorenni, sono convinti sostenitori delle cure omeopatiche, e si erano rivolti al dottor Massimiliano Mecozzi, medico omeopatico con studio a Pesaro, che da tre anni seguiva il bambino, mai curato con antibiotici dall’età di tre anni. Circa 15 giorni fa Francesco si è ammalato di otite bilaterale: i genitori non si sono rivolti alla pediatra di famiglia, la dott. Rosera Falasconi, ma al dottor Mecozzi, che avrebbe visitato il piccolo in due occasioni, consigliando ai familiari una terapia a base di preparati omeopatici. Francesco però peggiorava, era sempre più debole, con la febbre che andava e veniva. Fino alla notte del 23 maggio, quando ha perso conoscenza: a quel punto il padre e la madre l’hanno portato nell’ospedale di Urbino, dove una Tac ha rivelato gravi danni al cervello. I sanitari hanno disposto il trasferimento nel nosocomio pediatrico ‘Salesi’, dove, alle 4 del mattino del 24 maggio, è stato tentato un intervento chirurgico per la rimozione dell’ascesso cerebrale. E’ cominciata anche una terapia antibiotica d’urto, ma le condizioni cliniche del bimbo non lasciavano più speranza. ”Stato comatoso grave” le parole del bollettino medico diffuso ieri dal direttore sanitario degli Ospedali Riuniti Alfredo Cordoni. Oggi il bimbo è spirato.

Leggi sull’argomento: Il bimbo in coma per l’otite è stato dichiarato clinicamente morto