Opinioni

Lo strano caso degli autisti ATAC tutti malati oggi

Oggi, in coincidenza con la giornata di sciopero indetta dal sindacato USB a Roma (e ridotta da 24 ore a 4 dal prefetto Tronca) l’Atac denuncia sul suo sito che casualmente è aumentato esponenzialmente il numero di macchinisti malati. “In coincidenza con la giornata di sciopero di oggi”, ha scritto in una nota ATAC, è stato “rilevato un notevole aumento dei casi di malattia e di richieste di utilizzo di permessi in particolare sulla linea B della metropolitana dove risultano scoperti il triplo dei turni rispetto alla media”. L’Atac informa inoltre che “l’azienda si è attivata immediatamente per inviare visite fiscali a domicilio e verificare la legittimità di accesso ai permessi richiesti a al contempo ha inviato tutte le risorse disponibili sul territorio, a cominciare dai dirigenti, a supporto delle attività di esercizio”. “Il grado di assenteismo rilevato, al di là delle adesioni allo sciopero – conclude l’azienda di trasporto pubblico capitolina – rischia di prolungare i tempi di riapertura delle linee al momento chiuse per sciopero, oltre l’orario di ripresa del servizio per le ore 12.30, disposto dall’ordinanza prefettizia”.
atac merda
Ma l’USB, sindacato che ha indetto lo sciopero, non ci sta: “E’ vergognoso che si scarichi ogni responsabilità sui lavoratori, questo significa attizzare il fuoco tra utenti e autisti. Lo sciopero ha visto un’adesione altissima, e la malattia è la conseguenza dell’accordo in vigore da luglio che aumenta carichi di lavoro e acuisce problemi di salute e sicurezza. Dopo le ripetute aggressioni a danno dei dipendenti di Atac degli ultimi giorni, dire che ci sono stati oggi ‘troppi autisti malati‘, come ha fatto Atac, significa criminalizzare i lavoratori”, dice Michele Frullo di Usb Lavoro. “Chi sta male, sta male perché se si aumentano i carichi di lavoro, come prevede l’accordo, ci si ammala, il nostro è un lavoro usurante -aggiunge Usb- Chi ha usufruito della legge 104 è perché ha in casa un portatore di handicap. Chiediamo all’azienda che venga ritirato questo accordo o che venga fatto il referendum tra i lavoratori”.