Economia

Lo stop ai diesel Euro 6 nella fascia verde a Roma

Oggi a Roma il Comune dice stop ai veicoli più inquinanti fino ai diesel di ultima generazione, gli euro 6, per abbassare i livelli di smog rilevati dalle centraline Arpa. Ieri la media cittadina di Pm10 è stata di 66 microgrammi per metro cubo con picchi di 70 sulla Tiburtina, come detto la strada più trafficata e inquinata della città.

Lo stop ai diesel Euro 6 nella fascia verde a Roma

Così, «visto il persistere degli elevati livelli di inquinamento da Pm10, rilevati dalla rete urbana di monitoraggio e validati dall’Arpa Lazio», la sindaca Raggi ieri pomeriggio ha firmato l’ordinanza con cui si dispone lo stop alla circolazione di tutti i veicoli diesel privati, anche quelli Euro6, all’interno della «fascia verde» in due porzioni di giornata: dalle ore 7,30 alle 10,30 e dalle ore 16,30 alle 20,30 «per tutti gli autoveicoli diesel da euro 3 fino a euro 6», sta scritto nel testo che allarga il campo delle restrizioni (una fascia: dalle 7,30 alle 20,30) anche a «ciclomotori e motoveicoli euro 0 ed euro 1, e autoveicoli benzina euro 2». E così oggi — e forse anche nei prossimi giorni se i valori delle polveri sottili non caleranno significativamente —, considerato che solo gli euro6 a Roma sono più o meno 660 mila, circa un milione di veicoli dovranno restare fuori dalla «fascia verde». Le porte di accesso al Centro cittadino saranno comunque sorvegliate dalle pattuglie dei vigili.

raggi stop diesel euro 6 roma

C’è da segnalare che la pagina facebook della Raggi ha fatto un annuncio domenica in cui chiedeva ai cittadini di “fare la loro parte e contribuire a rendere l’aria più pulita”, non prendendo l’auto ma i mezzi pubblici e limitando l’uso dei riscaldamenti. Sulla pagina invece non compare l’avviso odierno sullo stop effettivo, perché una delle regole della #trasparenzaquannocepare è quella di evitare le notizie brutte perché così si evitano anche i commenti negativi. D’altronde sulla pagina non si parla mai nemmeno della discarica di Monte Carnevale e di Malagrotta 2, nonostante si tratti di una decisione presa proprio dalla sindaca.

Come la sindaca smentisce le omologazioni

D’altra parte uno studio di Legambiente conferma che i diesel sono molto più inquinanti dei veicoli a benzina. L’associazione ha elaborato i dati dei catasti regionali e nazionali delle emissioni su base Arpa Lombardia. L’indagine ha misurato i veleni prodotti dalle auto non sul banco di prova richiesto dalla legge per la certificazione dei veicoli, ma nel loro normale utilizzo in strada. Ma Vincenzo Borgomeo su Repubblica fa notare che anche così la situazione rimane grave ma non è per niente seria:

Prima di distruggere il valore di un bene privato, prima di rendere impossibile la mobilità ai cittadini, sarebbe lecito pretendere che un Comune cerchi soluzioni alternative, trasporti pubblici efficienti, incentivi per passare ad un mezzo pulito. E invece no: si punisce il privato e basta. Senza peraltro avere certezze che poi i blocchi alla circolazione delle auto servano davvero a qualcosa. Un solo dato per tutti: oggi in Italia ci sono più di 60 Comuni oltre la soglia massima prevista dalla Organizzazione mondiale della Sanità per le polveri sottili e nonostante i feroci blocchi alla circolazione nessuna di queste città è riuscita a risolvere il problema.

Roma, però, come al solito riesce a fare di peggio: è uno dei pochissimi comuni al mondo a bloccare la circolazione dei diesel Euro6, cioè l’ultimo grido in fatto di rispetto ambientale. Lo dice la legge, l’omologazione della Motorizzazione Civile, che mette il bollino “green” a quelle auto. E invece no: secondo Roma Capitale se l’auto in questione è diesel il rispetto ambientale – certificato da una precisa normativa – non vale più.

pm10 pm 2,5 polveri sottili
Cosa sono le polveri sottili (Corriere della Sera, 27 dicembre 2015)

Quindi via libera alle Euro 5 e Euro 6 benzina, stop alle Euro 6 a gasolio.E qui si apre così un’altra (grave) violazione del diritto internazionale da parte di chi governa la nostra città: quella della “neutralità tecnologica” che tutte le pubbliche amministrazioni devono rispettare per non favorire un’azienda a scapito di un’altra. Ossia si possono fare scelte – anche drastiche – sui blocchi alla circolazione, ma non si può mai fare riferimento ad una tecnologia: non si possono favorire le elettriche, le ibride, quelle a Gpl, a Metano o a idrogeno.

Si può solo stabilire un limite di legge di emissioni: chi ci rientra bene, chi non lo fa è fuori. Così fanno i Governi, così non fa il Comune di Roma che invece entra nel merito della tecnologia.

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