Opinioni

Lo sgombero del centro sociale Alexis in via Ostiense

Sgombero in corso del centro sociale Alexis in via Ostiense 122. Sul posto al lavoro i vigili urbani e la polizia di Stato. “Camionette e idrante appostati qui davanti al nostro spazio – scrivono gli attivisti del centro – Ci dicono che è sequestro no sgombero. Questa è la risposta della democratica Giunta Raggi alla precarietà giovanile e all’emergenza abitativa. I compagni e le compagne continuano a resistere le guardie non riescono a entrare. Chi può venga al più presto”.

Secondo quanto riferito, si sono registrati momenti di tensione con alcuni militanti del centro. In questo momento, all’interno della struttura ci sarebbero ancora una trentina di occupanti. Il tratto di strada interessato è stato chiuso al traffico. Sul posto è anche giunto l’assessore capitolino all’urbanistica Paolo Berdini.

“Gli occupanti saranno trasferiti a Valco San Paolo, in via della Collina Volpe”, ha detto Berdini. Una volta trasferiti, “si chiude e io divento custode giudiziario”. Il centro sociale Alexis lungo la via Ostiense, occupato dal 6 dicembre 2012 da un nucleo di persone in emergenza abitativa e da un gruppo di animazione culturale, è stato sgomberato in attuazione della Delibera 140 targata Marino. La delibera, infatti, prevede che gran parte degli spazi sociali oggi affidati o occupati a fini sociali – culturali o abitativi – vengano alienati dal patrimonio capitolino o riaffidati a prezzi di mercato. Per questo sono in corso da diversi anni ripetuti sgomberi che, nei primi mesi della Giunta Raggi, hanno interessato spazi storici della capitale come il Corto circuito o il Brancaleone. Oggi Berdini, intervenuto insieme al presidente dell’VIII Municipio Paolo Pace a mediare tra forze dell’ordine e gli occupanti barricatisi nella struttura ha ottenuto che “i senza casa si sposteranno nella vecchia rimessa dell’Atac di via Della Collina Volpi, al Valco San Paolo, mentre lo stabile di Ostiense verrà riqualificato con i fondi di Regione e Comune”, ha spiegato ai cronisti. Berdini, tra i teorici dell’urbanistica di autorecupero urbano e, nella sua vita pre-Raggi, molto vicino ai movimenti cittadini e alle loro sperimentazioni in questa direzione, aveva gia’ dichiarato che lo stabile attuale, di proprieta’ del Comune, in concessione ad Atac e sede della pregevole libreria indipendente “Piuma di mare” sarebbe stato al centro di un ” progetto di autorecupero con il quale ho gia’ discusso con gli occupanti, ci sono gia’ i fondi del comune e della Regione”. L’atto giudiziario di sgombero, però, ha interrotto questo iter ma per la prima volta nella gestione Raggi, il Campidoglio ha individuato una soluzione alternativa almeno per le persone in emergenza abitativa. Contrario alla soluzione individuata il Pd capitolino: il deposito Atac di Valco San Paolo – spiegano i consiglieri Ilaria Piccolo e Marco Palumbo – e’ uno stabile che non risulta avere i requisiti di abitabilità e che ospita l’archivio storico Atac e altra documentazione sensibile dell’azienda. Nello stesso edificio, inoltre, sono presenti diversi autoveicoli elettrici non utilizzati. Il luogo quindi sembra del tutto improprio ad ospitare, non si sa per quanto tempo, delle persone. Infine non e’ chiaro su chi grava la responsabilita’ in materia di sicurezza e igiene degli ospitati. E’ l’ennesima prova che vengono adottate delle soluzioni improprie, pasticciate e con grande leggerezza da parte della Giunta Raggi”, concludono. Stefano Fassina di Sinistra per Roma chiede sul tema degli sgomberi un’assemblea Capitolina straordinaria: “Sin dal primo consiglio comunale della Giunta Raggi abbiamo chiesto un intervento correttivo della famigerata delibera 140 al fine di assegnare formalmente il patrimonio capitolino a funzioni sociali. L’amministrazione continua a rinviare. Ora chiediamo un consiglio straordinario urgente per interrompere gli sgomberi e definire le linee guida per l’utilizzo sociale del patrimonio capitolino”.