Opinioni

45500: l'inutile polemica del M5S sul numero solidale per i terremotati

I Cinque Stelle, per voce della deputata Laura Castelli, hanno chiesto oggi in Aula che i soldi raccolti tramite le donazioni al numero 45500 vengano messi subito a disposizione delle popolazioni colpite dai terremoti del 24 agosto e del 27 ottobre che oggi hanno dovuto patire altre tre forti scosse di terremoto. Facendosi portavoce delle proteste di alcuni cittadini che – non riuscendo ad accedere al sito della Protezione Civile – si chiedevano dove fossero finiti i soldi donati dai cittadini italiani con gli SMS solidali i Cinque Stelle hanno chiesto che gli oltre 25 milioni di euro raccolti fino ad ora vengano messi a disposizione subito degli abitanti dei paesi del Centro Italia colpiti dal sisma.

Per l’emergenza si usano i soldi del Fondo Emergenze 

L’intervento della Castelli è stato rilanciato su Facebook dall’onorevole Luigi Di Maio che ha fatto sapere con non poca indignazione che quei soldi non possono essere spesi subito perché in primo luogo deve finire la raccolta (il numero solidale è stato attivato per la terza volta al fine di raccogliere denaro per la ricostruzione delle scuole). A regolare la raccolta fondi c’è un protocollo siglato tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori di telefonia che si sono offerti di aiutare nella raccolta (basti pensare che gli utenti che hanno un piano di abbonamento telefonico e non una ricaricabile vedranno scalato il denaro solo alla fine del mese in cui hanno inviato il SMS solidale) e soprattutto che prima di donare i il denaro devono essere individuati i progetti cui destinare i fondi raccolti. Per evitare che i denari donati dagli italiani vengano utilizzati in maniera impropria (come è successo purtroppo nel caso del sisma in Abruzzo) è stata prevista l’istituzione di un comitato di garanti che dovrà valutare, in accordo con le Regioni interessate, come impiegare quei soldi. CI sono delle regole (chiamate protocolli) e oggi il MoVimento 5 Stelle – il partito ligio ai regolamenti – ha esplicitamente chiesto che quelle regole non vengano rispettate. È interessante che il partito che ha come Capo Politico una figura che viene spesso indicata come “garante del MoVimento” denunzi ora la lentezza della burocrazia, ma non bisogna dimenticare che i soldi per l’emergenza ci sono già, e sono quelli del fondo emergenze del Ministero delle Finanze. Ad agosto, all’indomani del terremoto che ha distrutto Amatrice il Governo ha dichiarato che nel Fondo c’erano 234 milioni di euro che sarebbero stati utilizzati per la fase di emergenza. Fase che rappresenta quella immediata ed iniziale e che non riguarda invece la successiva – e lunga – ricostruzione per la quale il Governo metterà a disposizione ulteriori fondi, così come è accaduto in Emilia e in Abruzzo, questo nonostante nel M5S ci siano persone come Enza Blundo che raccontano fake news sul pericolo della magnitudo abbassata per non pagare i risarcimenti. Lo Stato sta già aiutando i terremotati, proprio in questi giorni stanno venendo consegnati i primi moduli abitativi per quegli sfollati che non hanno voluto o potuto abbandonare la propria terra ed essere temporaneamente trasferiti negli alberghi sulla costa o in altre strutture di accoglienza. L’Esercito che è stato mobilitato anche questa mattina e sta lavorando a fianco della Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco (che stanno anche recuperando le opere d’arte) fa parte degli aiuti inviati dallo Stato nelle aree colpite dal Sisma. Un conto è chiedere di sapere come sono stati utilizzati i soldi per l’emergenza che sono stati già stanziati (ed eventualmente chiedere conto del ritardo) un altro invece è lamentarsi dello stanziamento di fondi la cui raccolta deve ancora terminare e la cui destinazione deve ancora essere stabilita.
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Che fine hanno fatto i soldi raccolti dal MoVimento 5 Stelle?

Insomma per il MoVimento 5 Stelle il problema sembra essere che prima di utilizzare dei soldi sia necessario verificare come e dove saranno utilizzati. Eppure sono proprio loro che per primi non sono trasparenti. Mentre sul sito della Protezione Civile è costantemente aggiornato il saldo del denaro raccolto e così fanno anche La 7 e Corriere della Sera (che stanno ancora raccogliendo fondi per i loro progetti che devono ancora essere attivati) non si ha più traccia dei soldi raccolti a Roma da Virginia Raggi in nome di tutti i cittadini romani nell’ambito dell’iniziativa “Roma Ama Amatrice“. L’ultimo aggiornamento ci dà notizia che sono stati raccolti  263.662 euro (€ 260.781 sul conto e 2.881 online) ma non sappiamo per cosa, dove e quando saranno spesi. Non si tratta certo di un furto o di un errore perché come ha detto anche Virginia Raggi “I fondi raccolti  verranno destinati a progetti che valuteremo insieme ai sindaci dei paesi colpiti dal terremoto e che saranno scelti con il contributo online di tutti i cittadini“. Quindi se per i soldi raccolti a Roma dalla Raggi va benissimo che venga valutato con calma (addirittura con il contributo online dei cittadini) il modo in cui spenderli per evitare sprechi perché la stessa cosa non dovrebbe valere per quelli che non sono stati raccolti “dal MoVimento”?