Opinioni

«I fondi per la Metro C a Roma in ritardo per colpa del Comune»

Ieri, dopo un lungo periodo di crisi dovuta forse agli screzi sulle assenze dell’assessora, è tornata in missione per conto di Dio la coppia più affiatata della mobilità romana, ovvero Linda Meleo & Enrico Stefàno. I due, dotati di caschetto d’ordinanza come Berlusconi e Renzi, hanno pubblicato un video di un loro un sopralluogo nel cantiere di via Sannio per seguire le prime operazioni di scavo delle TBM per la realizzazione della Linea C della Metro. Come mai questa improvvisata che sarà stata certo gradita dai molti ammiratori della strana coppia?

Metro C, l’assessora assente e i fondi che mancano

Ebbene, il video è servito a evitare di comunicare qualcos’altro: l’assessora Linda Meleo non si è presentata all’incontro decisivo al CIPE per sbloccare le risorse sull’ultima tratta della metro C e ora i cantieri da San Giovanni al Colosseo rischiano di fermarsi. Da dicembre infatti il Comune sta cincischiando sui fondi da rimodulare, rimandando una decisione da quasi otto mesi. Per procedere è necessario l’ok di tutti e tre gli enti finanziatori: se ne manca uno, non se ne fa nulla. Risultato? L’amministrazione 5S  rende di fatto impossibile questo passaggio fondamentale: e questo nonostante la rimodulazione delle risorse consenta di trasferire alcune poste dalle tratte già ultimate a quelle ancora interessate dai lavori. Un’operazione a saldo zero, che non comporta cioè alcun aggravio di costi, bensì un semplice spostamento di somme in precedenza accantonate e poi però non spese.

Giovanna Vitale su Repubblica Roma fa sapere che l’altro ieri pomeriggio alle 16, in uno degli uffici del Tesoro in via della Mercede, doveva svolgersi la riunione preparatoria del Cipe che avrebbe finalmente dovuto rimodulare il quadro economico della linea verde, consentendo di trasferire sulle tratte ancora da ultimare alcuni finanziamenti già erogati ma non spesi per le tratte già completate.

I fondi fermi per la Metro C

Ma Linda Meleo non si è presentata. E questo nonostante la stessa giunta abbia approvato, non appena venne fuori la storia dei fondi, una memoria di Giunta in cui autorizzava la rimodulazione.

In fondo a un lungo braccio di ferro tra il ministero dei Trasporti e l’amministrazione grillina (che fatica a prendere posizione su una questione spinosa come i fondi da riconoscere ai costruttori della metropolitana) si era allora addivenuti a un accordo.

Poiché la giunta Raggi non ha voluto autorizzare la rimodulazione del quadro economico con una delibera di giunta, limitandosi ad approvare una semplice memoria, giudicata però insufficiente dai tecnici del governo, il compromesso voleva che l’assessora alla Mobilità Linda Meleo intervenisse al pre-Cipe di martedì per dare il via libera formale allo spostamento delle poste già finanziate ma immobilizzate.

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La titolare dei Trasporti però, sebbene attesa, ha deciso all’ultimo momento di disertare. Preferendo — per sommo della beffa — un sopralluogo al cantiere di via Sannio da dove sono partite le Tunnel boring machine (Tbm), le cosiddette “talpe meccaniche” che scaveranno il tunnel verso la futura stazione di Amba Aradam. Le prime che il Consorzio Metro C rischia di fermare per mancanza delle risorse necessarie a proseguire i lavori.

La prova? Al Cipe di ieri la questione delle varianti alla tratta T3 della metropolitana non è stata neppure affrontata. Espunta perfino dall’ordine del giorno. Come era già accaduto, nei mesi scorsi, almeno altre tre volte. L’ennesimo schiaffo della giunta Raggi.

Ecco quindi spiegato il motivo del video del presidente della Commissione Mobilità e dell’assessora ai trasporti: parare preventivamente le polemiche sull’atto mancante senza ovviamente affrontare in pubblico i motivi dell’ostracismo sul tema, perché evidentemente considerati imbarazzanti o politicamente sensibili. Certo, il risultato finale è che mancano i soldi per i lavori della metro a Roma. Ma questi sono dettagli, suvvìa.

EDIT: Linda Meleo in una nota sostiene di non essere stata invitata alla riunione del CIPE

– “I fondi per la Metro C non sono a rischio. La Giunta Capitolina ha sottoscritto nero su bianco l’impegno a realizzare il progetto, l’Assemblea con apposito emendamento al DUP e al Bilancio ha fissato gli obiettivi e stanziato le risorse necessarie per il proseguimento dell’opera, affinché il Cipe ne approvasse il quadro economico. Abbiamo inviato sia al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia al Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica la documentazione necessaria per garantire il finanziamento. Nei giorni scorsi abbiamo testimoniato l’avanzamento dei lavori verso la futura stazione di Amba Aradam, un altro passaggio che ribadisce la nostra attenzione verso quest’infrastruttura strategica per la città. Questi i fatti. Stupisce apprendere da un quotidiano, invece, che un ipotetico blocco dei fondi per la realizzazione dell’infrastruttura sarebbe dovuto alla mia assenza a una riunione preparatoria pre-Cipe. Stupisce perché a questa riunione non sono mai stata invitata né ufficialmente, né informalmente. Su Repubblica si legge a chiare lettere che il finanziamento per l’infrastruttura sarebbe stato addirittura rinviato per la mia assenza. Ovviamente è un’accusa falsa e priva di ogni fondamento. Un articolo che in realtà non dovrebbe stupire dato che più volte, ad esempio, è stata annunciata l’apertura della metro C San Giovanni in date improbabili, quando l’Amministrazione, in realtà, non ha mai dato alcuna conferma ufficiale. Voglio chiarire che non sono mai stata invitata a partecipare al pre-Cipe o al Cipe e che anche questa volta tale prassi è stata rispettata. Più che rispondere a delle accuse, per cui provvederò a procedere personalmente per vie legali, colgo l’occasione per ribadire il lavoro della nostra Amministrazione per portare a compimento l’opera”.

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