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L'incoerenza di Matteo Salvini (è quella della Lega Nord)

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Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. È il caso di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Oppure se preferite della Lega Nord e di Forza Italia. Perché nonostante Capitan Ruspa abbia tentato di costruire un partito personale in grado di raccogliere consensi anche a Sud del Po’, nonostante abbia fatto levare il suffisso “Nord” dalla Lega, Salvini sa che fuori dalla Padania non ha speranza di prendere voti. E così la Lega 2.0 di Salvini si riduce a fare quello che ha sempre fatto la “vecchia” Lega di Umberto Bossi.

Quando Salvini sfotteva i kompagni del PD per il patto del Nazareno

La prima volta è stata nel 1994, Bossi dichiarò che non avrebbe mai sostenuto Berlusconi perché alla Presidenza del Consiglio ci doveva andare Roberto Maroni. Tempo una quindicina di giorni e Lega Nord e Forza Italia si troveranno assieme al governo. Ma solo fino a quando Bossi fece saltare il primo governo Berlusconi dicendo che “Berlusconi ha preso i soldi da Cosa Nostra” e accusando Berlusconi di essersi alleato con Fini e con i fascisti. Dall’altra parte Silvio replicò con un “Non mi siederò mai più a un tavolo con Bossi, è una persona completamente inaffidabile”. Nel 1998 Bossi scriveva sulla Padania: “La Fininvest è nata da Cosa Nostra. Ci risponda Berlusconi, da dove vengono i suoi soldi?”.
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Lo scambio di accuse e di insulti proseguì fino al al 2001 quando i due tornarono buoni amici (e vinsero le elezioni). Nel 2011, un’altra frattura. Il governo Berlusconi cadde e arrivò Monti che in Parlamento ottenne i voti del PdL ma non della Lega che però rimase all’opposizione giusto il tempo di arrivare alle politiche del 2013 quando i due partiti si presentarono di nuovo assieme (ma persero). Il Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi sancì di nuovo la rottura dei rapporti tra Berlusconi e la Lega. Nel 2013 Salvini scrisse su Facebook che i “kompagni del PD” erano al governo con un un condannato.
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Anche questa volta però Salvini non fu in grado di tenere il broncio tanto a lungo anche perché il patto del Nazareno va in frantumi (e anche Forza Italia, che perde pezzi). Novembre 2015: Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sono assieme sul palco di Bologna. Salvini annuncia con orgoglio la riunificazione del centrodestra e iniziano le grandi manovre per conquistare la leadership.

E così Salvini finirà al governo con un condannato

Passa poco meno di un anno e dal raduno di Pontida del settembre 2016 il Capitano della Lega torna a tuonare contro Berlusconi: «Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia ancora quello di un partitino servo di qualcun altro, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato a capire. Noi non saremo più schiavi di nessuno. Noi accordi al ribasso non ne faremo con nessuno».In quell’occasione Salvini lanciò un duro monito a Forza Italia: «Deve scegliere se stare con noi o con la Merkel in Europa. O con noi sempre, oppure mai». Il resto è storia recente. Storia che si è conclusa ieri con il patto siglato nella villa di Arcore tra Berlusconi. Salvini e Giorgia Melonimatteo salvini berlusconi condannato - 3
Salvini insomma ritorna con il “Condannato Silvio Berlusconi” e sembra non essersi accorto che nel simbolo di Forza Italia è scritto “Berlusconi Presidente”. Chissà come faranno ora i “kompagni della Lega” a giustificare il fatto che sono al governo con un condannato in via definitiva. Di sicuro questo non è un problema per Salvini, ha messo in moto la sua ruspa e ha rimosso quella frase dalla sua memoria.