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È stato licenziato Artem Severyukhin, il pilota russo 15enne che aveva fatto il saluto nazista

@neXt quotidiano|

Artyom Severyukhin pilota russo saluto nazista

Ward Racing, il team del pilota 15enne russo Artem Severyukhin, ha emesso un comunicato per esprimere “condanna con la massima fermezza le azioni personali del pilota durante la cerimonia di premiazione del 10 aprile 2022, in quanto le considera una manifestazione di comportamento antisportivo, una violazione inaccettabile del codice etico e morale dello sport”. Il 15enne aveva vinto la prima tappa dei campionati europei sul circuito di Portimão, in Portogallo, e sul podio aveva fatto il saluto nazista. “Con questa dichiarazione – prosegue il team – esprimiamo la nostra opinione, così come il parere di tutti gli atleti e dello staff del team Ward Racing. Sulla base di queste considerazioni, Ward Racing non vede alcuna possibilità di continuare la collaborazione con Artem Severyukhin e procederà alla risoluzione del suo contratto di gara”. Infine, Ward Racing “vorrebbe scusarsi con coloro che sono rimasti feriti o angosciati dall’evento. È stata e rimarrà a lungo una priorità per noi lavorare per un clima di gara più diversificato, inclusivo e rispettoso”, conclude il team.

È stato licenziato Artem Severyukhin, il pilota russo 15enne che aveva fatto il saluto nazista

Artem Severyukhin aveva gareggiato con una licenza italiana per via del conflitto in Ucraina. Ha compiuto il gesto mentre l’inno del nostro Paese veniva riprodotto per celebrare la sua vittoria. “Ward Racing è un team svedese di proprietà privata che unisce piloti di diversi paesi, agendo su licenze di vari paesi. I piloti della squadra non sono uniti per paese o altre categorie. La maggior parte dei piloti non rappresenta la squadra nazionale di nessun paese, ma agisce individualmente”, spiega il team nella nota sui social. “Dall’inizio della guerra in corso – aggiungono – la nostra ferma posizione è stata dimostrata con caschi e adesivi “No War”. Inoltre, attualmente abbiamo tre famiglie ucraine che viaggiano con noi perché non hanno una casa in cui tornare. Come cittadini svedesi, siamo inoltre orgogliosi del nostro Paese che ha preso la decisione storica di inviare armi in Ucraina per la lotta contro l’esercito russo”.