Opinioni

Libero ha il coraggio di difendere Feltri per la “ragazza ingenua stuprata da Genovese”

Pietro Senaldi oggi su Libero difende Vittorio Feltri per l’editoriale di ieri sulla “ragazza ingenua, la diciottenne che è stata stuprata durante una delle feste di Alberto Genovese. Questo è l’inizio dell’articolo, che tra l’altro contiene una bella frase “moderna” su come le donne si possono sistemare: sposandosi con uno ricco:

Cosa direste a vostra figlia diciottenne se vi comunicasse che è stata reclutata tramite telefonino da un buttadentro e sta per andare a casa di un milionario cocainomane di 25 anni più vecchio di lei, noto per organizzare festini che si trasformano in droga-party orgiastici? Risposta A: ma che bella idea, cerca di farci amicizia e magari sposalo, così ci sistemiamo tutti. Risposta B: va bene cara, divertiti e non tornare troppo tardi. Risposta C: ma sei impazzita? Vuoi metterti nei guai? Nel suo articolo pubblicato ieri su Libero il nostro direttore editoriale, Vittorio Feltri, ha dato la risposta C, scrivendo che Alberto Genovese, in carcere per aver stuprato e tenuta sequestrata per ore nella sua camera una ragazza, Michela, è uno «schifoso drogato che ha commesso un crimine». Ha poi aggiunto chevorrebbe «tirarele orecchie ai genitori della vittima», che «avrebbe fatto meglio a rimanere alla larga dal suo aguzzino» ma alla quale comunque «vanno riconosciute le attenuanti».

L’editoriale continua lamentandosi per le critiche ma incredibilmente contiene delle dimenticanze. Ci può spiegare Libero come giustificare frasi come “Personalmente ho constatato che si fa fatica a sco… una che te la dà volentieri, figuratevi una che non ci sta” oppure “entrando nella camera da letto dell’abbiente ospite cosa pensava di andare a recitare il rosario?”. Magari il giorno in cui si ricorda la violenza sulle donne invece di dire “Ciò premesso, per dirla
con il nostro direttore editoriale, il fatto che siamo travolti da una valanga di sciocchi con i paraocchi ci rallegra, perché è la prova che abbiamo ragione”, si poteva chiedere scusa.

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