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La storia della lettera anonima sul presunto abuso edilizio di Susanna Ceccardi

Susanna Ceccardi e la storia di una lettera anonima che la accusava di un abuso edilizio nel frattempo sanato. L’ex sindaca spiegò all’epoca che si trattava solamente di una tettoia ma l’assessore che indagava sulla questione venne cacciato. E ieri ha detto di essere troppo impegnata per rispondere alle domande del Fatto sulla vicenda

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C’è una storia che circola dopo l’annuncio della candidatura di Susanna Ceccardi alla presidenza della Regione Toscana che riguarda una lettera anonima che la accusava di un abuso edilizio. L’ex sindaca spiegò all’epoca che si trattava solamente di una tettoia ma l’assessore che indagava sulla questione venne cacciato.

La storia della lettera anonima sul presunto abuso edilizio di Susanna Ceccardi

Il primo a parlarne in tempi recenti è stato il professor Riccardo Puglisi su Twitter, ma oggi la storia viene ripresa dal Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Tommaso Rodano e Giacomo Salvini. La storia comincia alla fine di febbraio 2018, quando arriva in comune una denuncia anonima su presunti abusi edilizi nella villetta a Zambra, frazione di Cascina in provincia di Pisa. La lettera all’inizio non viene nemmeno protocollata. A parlarne, pubblicando la lettera, è Cascina Notizie – Punto Radio. La vicenda è ricostruita nell’esposto presentato dall’allora assessore comunale all’urbanistica di Forza Italia Gino Logli alla Procura di Pisa (una denuncia che peraltro è rimasta senza risposta).

Il 22 febbraio 2018 la lettera del “corvo” – con la notizia di tre presunti abusi edilizi nell’abitazione del sindaco – finisce tra le mani di un architetto del servizio edilizia privata del Comune di Cascina, il quale a sua volta la consegna subito al suo diretto superiore, il responsabile della macrostruttura che accorpa i servizi tecnici comunali. Di tutto questo, curiosamente, viene lasciato all’oscuro l’assessore all’Urbanistica, malgrado sia il vertice degli uffici interessati.

Quando Logli viene finalmente informato dei fatti, il 14 marzo, l’agile macchina del piccolo Comune di Cascina si è già presa cura dell’incidente. I dipendenti comunali hanno provveduto a un sopralluogo in casa della Ceccardi, e il 12 marzo hanno presentato in fretta e furia una Cila (comunicazione inizio lavori) intestata proprio alla sindaca. Un documento incompleto, che non può essere protocollato: dietro al frontespizio non c’è nulla, manca il materiale tecnico richiesto dalla procedura.

Nel frattempo la sindaca Ceccardi aveva già provveduto ad abbatterla: «Un mese prima che quella lettera anonima arrivasse in Comune, ne avevo ricevuta una simile a casa mia. Si diceva che avevo un abuso edilizio, cioè una tettoia. La casa l’ho ereditata dai nonni e la tettoia era già esistente. A quel punto mi sono informata e l’ho fatta demolire. Nel frattempo ho presentato una richiesta per poterne realizzare una nuova, regolarmente autorizzata. In seguito è arrivata anche la lettera anonima in Comune. Il segretario generale sostiene che vadano protocollate anche le lettere anonime. La missiva è stata protocollata e non c’è stata alcuna omissione. L’assessore Logli ha aspettato il giorno della mia partenza per una breve vacanza per far scoppiare il caso. Difendo il lavoro di Recaldin, il mio capo di gabinetto. La verifica è stata fatta e non sono stati trovati abusi. Non vorrei che questa storia fosse una rappresaglia contro Recaldin da chi si sente commissariato».

Le foto aeree degli abusi nella villa di Susanna Ceccardi a Zambra, frazione di Cascina

Logli nel frattempo si era messo a indagare sui fatti, fa sapere il quotidiano, verificando tra le altre cose, le irregolarità addebitate alla sindaca: i presunti abusi dichiarati nella lettera anonima sarebbero tre, avvenuti tra il 2014 e il 2017.

Le foto aeree scattate sopra la casa della candidata governatrice ne confermano almeno due, come scrive Logli nel suo esposto. Entrambi realizzati dopo il 2009, anno in cui il sindaco entra in possesso della casa secondo le visure catastali. Se l’abuso c’è stato, insomma, la colpa non può essere dei nonni.

Dalle carte emerge un’altra circostanza opaca: la situazione immobiliare della Ceccardi sarebbe diversa dalla dichiarazione patrimoniale della sindaca. Al catasto l’edificio con il fabbricato abusivo è articolato in due distinte abitazioni civili di 5 vani ciascuna, mentre la Ceccardi dichiara di essere proprietaria di un solo immobile.

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Foto da: CascinaNotizie

A quel punto a Logli vengono ritirate le deleghe dopo uno scontro su un’altra questione: le case abusive di via San Donato a Badia, un quartiere di Cascina. “Questa mattina – scriveva il 30 marzo su Facebook – in giunta si votava una questione annosa per il mio Comune, una vicenda complessa che ha coinvolto 43 famiglie in una storia giudiziaria durata anni. Il Tar ha stabilito la loro buona fede, che sono vittime incolpevoli e che non devono pagare le sanzioni per gli abusi edilizi commessi dal costruttore. La mia amministrazione ha promesso che non si sarebbe accanita su dei cittadini dichiarati in buona fede dal tribunale e che non avrebbe fatto ricorso. L’assessore di Forza Italia Gino Logli era invece di parere contrario, e avrebbe voluto procedere col ricorso al consiglio di Stato come dichiarato più volte”. Da qua la questione politica: “Su questa vicenda ho messo la questione di fiducia. Gino Logli stamani non si è presentato ed io, correttamente l’ho avvertito che avrei proceduto a rimuoverlo dall’incarico. Mi ha confermato per telefono la volontà di non partecipare alla giunta, e nel pomeriggio l’ho rimosso”. Qualche giorno prima il Tirreno raccontava che l’allora sindaca di Cascina aveva anticipato di una settimana il rientro a casa per affrontare la questione: «Appena scendo dall’aereo ti strappo le deleghe». Ieri ha detto di essere troppo impegnata per rispondere alle domande del Fatto sulla vicenda.

EDIT: Susanna Ceccardi annuncia una querela per Il Fatto Quotidiano dopo l’articolo sui presunti abusi edilizi:

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