Economia

La legge Fornero e il bluff della quota 100

Chi favorisce la proposta di M5S e Lega? Il Nord e gli uomini rispetto al Sud e le donne

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Quota 100 e quota 41 — le due proposte di 5 Stelle e Lega per rivedere la legge Fornero — rischiano di spaccare l’Italia. Nord contro Sud. Il governo Lega-M5S punta ad anticipare la pensione, per tutti, di 3 anni a 64 anni anziché 67, il nuovo requisito valido dal 2019. Basterà avere un minimo, appunto, di 64 anni e 36 di contributi per lasciare il lavoro. La somma fa 100, ma vanno bene anche le altre combinazioni: 65 di età e 35 di versamenti, ad esempio. Con “quota 41” invece è sufficiente avere 41 anni di contributi, a prescindere dall’età. Ma, spiega Repubblica oggi, qui sta l’inghippo:

Chi favorisce questo doppio binario? A guardare i dati Inps del 2017, senz’altro il Nord visto che lì si addensano il 56% delle pensioni di vecchiaia e anzianità: 5,2 milioni su 9,3. Frutto di carriere lunghe e stabili, di opportunità professionali che il Sud si sogna. Laddove al contrario si concentrano le pensioni di invalidità (47% del totale), gli assegni sociali (56%), le prestazioni per gli invalidi civili (45%). Un divario storico e drammatico.

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Le pensioni di anzianità in Italia (La Repubblica, 24 maggio 2018)

Le pensioni di anzianità percepite a Biella sono il 18% dei trattamenti totali in quella provincia, a Napoli ci si ferma al 4%. A Genova il 12% degli assegni è di vecchiaia, a Catania appena il 5,7%. All’interno della segmentazione Nord-Sud, ce n’è poi un’altra di genere. Le donne — tra maternità, lavoro di cura, assistenza in casa e carriere di conseguenza ad ostacoli — hanno enormi difficoltà a rientrare nei requisiti di pensionamento.

Insomma, l’operazione premia le generazioni che lasceranno il lavoro nei prossimi anni, pesando sulle attuali, chiamate a pagare gli assegni di chi oggi va in pensione per un lungo periodo, visto l’allungamento delle speranze di vita.

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