La macchina del funky

Le dimissioni di Renzi sulle prime pagine

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Il giorno dopo l’imbarcata che Matteo Renzi ha preso nel referendum sulla riforma costituzionale e le conseguenti dimissioni, i giornali italiani danno spazio alla situazione politica di nuovo frastagliata e al futuro del paese. Il Corriere della Sera parla di onda del no e della parola che va al Colle mentre la maggioranza è in bilico. Stessa scelta per Repubblica che parla anche delle lacrime di Matteo, così come Stampa, Messaggero e Sole 24 Ore.


Esultano invece molto di più gli altri. Il Fatto Quotidiano apre con molta esultanza del tutto giustificato, essendo stato il giornale che più ha incarnato la lotta politica per il no durante il referendum: Marco Travaglio è tra i vincitori morali di questo giro.
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Su Libero invece al premier si concede l’onore delle armi, raccontando “un’uscita tempestiva e dignitosa” ricordando al premier che l’Italia è diversa da come lui la vorrebbe: a scrivere il pezzo è Elisa Calessi, moglie dell’onorevole PD e capo della campagna elettorale di Giachetti, il renzianissimo Luciano Nobili.
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Anche il Giornale gigioneggia con un “RENZI VA A CASA” scritto a caratteri cubitali.
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La Verità di Maurizio Belpietro invece sceglie il timbro “dimesso” e un occhio pesto del premier per raccontare una sconfitta di proporzioni ampie mano mano che lo spoglio va avanti.
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Poi ci sono i media esteri.  “Renzi si dimette dopo la sconfitta refendaria”, titola a tutta pagina il Financial Times, con una fotografia del volto afflitto del presidende del Consiglio, aggiungendo: “L’Italia affronta una nuova crisi dopo che gli elettori hanno respinto con ampio margine il progetto di riforme”. “Gli italiani hanno bocciato una complicata riforma costituzionale – spiega il settimanale tedesco Der Spiegel – e ora il premier Matteo Renzi ne trae le conseguenze: stamattina rassegnerà le dimissioni”. La Bild si lancia in un’analisi sulle conseguenze del voto austriaco e italiano per la Germania e sottolinea come la terza economia dell’Eurozona si trovi “davanti a un futuro politico incerto”. Il francese le Figaro guarda all’incertezza dei mercati e titola: “Referendum italiano: l’euro ai minimi da marzo 2015” di fronte al dollaro dopo l’annuncio delle dimissioni del premier italiano. Le Monde guarda avanti e prospetta i tre possibili scenari dopo il voto di ieri: Matteo Renzi resta al potere, un governo tecnico, scioglimento immediato delle camere. Il quotidiano progressista spagnolo El Pais è molto duro con il premier italiano e nell’editoriale titolato “Un dito medio a Renzi” ricorda che “è arrivato al potere senza passare per le urne ed è stato divorato dalle urne, non solo per aver sovrastimato la sua reputazione tra i compatrioti, ma anche per aver preteso di introdurre una minirivoluzione senza neppure avere il consenso del suo partito”. Tra i giornali americani in più esplicito è il Washington Post, con un pezzo di spalla in apertura sul sito. “Il premier italiano si dimette, un colpo all’establishment europeo” scrive il quotidiano della capitale Usa che dice che il no al referendum è “un impulso significativo alle forze populiste in Europa” e che le dimissioni di Renzi “rischiano di scatenare turbolenze finanziarie nella terza economia europea”. “L’Italia respinge le modifiche della costituzione, il premier si dimetterà” titola secco il new York Times in un pezzo di taglio medio. Il Wall street Journal titola che “Il premier italiano lascia dopo una bruciante sgridata dagli elettori” e osserva che così “consegna la vittoria ai populisti nel cuore dell’Europa”. Inoltre, il quotidiano finanziario riflette sul “test per la Bce” rappresentato dalle dimissioni di Renzi. In Gran Bretagna la Bbc apre il suo sito con “Il premier italiano si dimette dopo pesante sconfitti alle urne”. “Europa in tumulto dopo la sconfitta del premier italiano” titola il The Times, mentre il Daily Telegraph sul suo sito ha una diretta dedicata alle dimissioni del premier dopo la sconfitta “in un referendum cruciale”. Il Guardian apre con “Il premier italiano Matteo Renzi si dimette dopo la sconfitta al referendum”. “L’affluenza elevata, l’avanzata del populista Movimento cinque Stelle e l’impopolarità di Renzi hanno tutti contribuito” chiosa il corrispondente dal Roma. Il sito panarabo Al Jazeera sottolinea l’alta partecipazione alle urne, con il 70% circa di affluenza, “un dato che riflette l’alta posta in gioco e la varietà delle diverse questioni in ballo”. Il sito russo Sputnik riassume: “L’Italia ha scelto il NO, Renzi si dimette” come aveva promesso in campagna elettorale, “esultano invece i sostenitori del no”. Renzi va a casa e del domani non v’è certezza.

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