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Le cinque domande del Fatto a Renzi su Adinolfi

fabio franceschi fatto

Marco Lillo sul Fatto Quotidiano di oggi pone cinque domande a Matteo Renzi riguardo le indagini su CPL Concordia e le sue telefonate con il generale Michele Adinolfi, numero due della Guardia di Finanza e

Q1. PERCHÉ , nel 2014, ancora soltanto segretario del Pd, interviene per stoppare la conferma del comandante della Guardia di Finanza, generale Capolupo, su richiesta di un suo sottoposto, generale Adinolfi, immischiandosi in una nomina di esclusiva competenza del governo e del ministro dell’Economia?
Q2. PERCHÉ , sempre da segretario Pd, supporta un ufficiale come Adinolfi legatissimo a Berlusconi, Gianni Letta e Galliani, e proprio a lui comunica l’intenzione di far cadere il governo di Enrico Letta con l’aiuto di Berlusconi?
Q3. ADINOLFI comandava la Gdf in Toscana e in Emilia Romagna, competente a indagare sul feudo di Bersani, rivale di Renzi(lambito dalle indagini della finanza sulla segretaria dell’allora leader Pd), ma anche sul feudo di Renzi, cioè Firenze. Basti pensare che la Finanza indagò per truffa la ministra Josefa Idem per un’assunzione nell’azienda di famiglia che le fece lievitare lo stipendio di consigliere comunale, mentre nulla del genere accadde per l’assunzione di Renzi nell’azienda di famiglia che gli alzò indennità e contributi pensionistici di presidente della Provincia. Renzi ha mai parlato di queste faccende con Adinolfi? Non crede che la sua familiarità con il generale possa appannare le certezze dei cittadini su un’azione equa della Gdf?
Q4. ADINOLFI ,secondo le intercettazioni del Noe,criticò la proroga del comandante Capolupo e alluse alle inconfessabili ragioni di quella scelta (si parla addirittura di un ricatto all’allora capo dello Stato): non crede che ora debba dimettersi da comandante in seconda della Gdf?
Q5. PERCHÉ Renzi, segretario del Pd, si faceva dare dello “stronzo” da un generale che tuba al telefono con Gianni Letta?

michele adinolfi matteo renzi

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