Opinioni

Le 800mila firme per un nuovo referendum sulla Brexit

Ha superato le 800mila firme in poche ore la petizione lanciata da un gruppo di parlamentari britannici per indire un nuovo referendum sulla Brexit, come si legge sul sito ufficiale petition.parliament.uk. Intanto Change.org ha rivolto un appello al sindaco di Londra Sadiq Khan per una “secessione” della capitale britannica, dove i sostenitori di ‘Remain’ sono stati la maggioranza, dal resto del Regno Unito. “Chiediamo al governo di applicare una regola secondo la quale se le preferenze a ‘remain’ o a ‘leave’ sono sotto al 60% su un’affluenza inferiore al 75%, allora dovrebbe esserci un altro referendum”, recita la petizione che, come previsto, avendo superato le 100.000 firme martedì sarà valutata dalla commissione incaricata e, nel caso, presentata in parlamento. “Londra è una metropoli internazionale, vogliamo rimanere nel cuore dell’Europa ed essere membri dell’Unione europea”, è scritto nell’altra petizione sulla capitale ha già raccolto 99.800 firme. Secondo David Alan Green, blogger e opinionista del Financial Times e del New Statesman, l’unica possibilità per fermare le procedure di attivazione della clausola dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (che prevede l’uscita dall’Unione Europea) è la possibilità di fare un nuovo referendum. Una prospettiva che potrebbe diventare realtà entro il 2018, anno in cui la Brexit avrà i suoi effetti. Ma secondo l’Indipendent, il Parlamento e il governo rifiuteranno la proposta. «Ripetere un referendum non è il genere di cose che vengono prese in considerazione», scrivono in un articolo online. Come prevedono le regole in vigore, il Parlamento dibatterà la questione e il governo risponderà agli organizzatori della petizione.
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Quarantamila firme invece aveva ottenuto la petizione che chiedeva che Londra finisse fuori dal Regno Unito. “Dichiariamo Londra indipendente dal Regno Unito, e chiediamo di entrare nella Ue”, era lo slogan postato sulla piattaforma specializzata change.org. “Londra e’ una citta’ internazionale, e noi vogliamo rimanere nel cuore dell’Europa. Diciamo le cose come stanno”, proseguiva la riflessione a corredo dell’istanza, “il resto del Paese non e’ d’accordo con noi. Quindi, piuttosto che votare passivamente a aggressivamente gli uni contro gli altri a ogni elezione, ufficializziamo il divorzio e facciamo gruppo con i nostri amici sul continente. Con questa petizione”, si concludeva, “invitiamo il sindaco Sadiq Khan a dichiarare Londra indipendente, e a presentare domanda di adesione all’Unione”.