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Non solo lo striscione fascista: nella Lazio si ci sono anche calciatori no-vax

Oer la squadra biancoceleste non c’è ancora pace. Al ritiro di Auronzo di Cadore oggi non tutti i calciatori della Lazio vogliono vaccinarsi

lazio no vax

Si è appena placato il clamore per il caso Hysaj, prima insultato sui social e poi chiamato verme in uno striscione che annunciava che “la Lazio è fascista”. Ma per la squadra biancoceleste non c’è ancora pace. Al ritiro di Auronzo di Cadore oggi non tutti i calciatori vogliono vaccinarsi.

Non solo lo striscione fascista: nella Lazio si ci sono anche calciatori no-vax

Un bel problema per la società che potrebbe rivivere la stessa situazione dello Spezia. Nella squadra ligure il ritiro pre-stagione dello Spezia calcio in Val Venosta si è trasformato in un cluster di dimensioni importanti, con un numero di positivi arrivato a quota 11, proprio in concomitanza con la presenza di due calciatori no-vax, come aveva spiegato il dottor Vincenzo Salini: “Due calciatori non hanno voluto effettuare il vaccino e si ritengono no vax e si è creato un piccolo cluster dal punto di vista clinico”. La Lazio dovrà affrontare dei focolai COVID? È ancora presto per dirlo perché anche se sarebbero almeno in tre o quattro i giocatori dubbiosi riguardo il vaccino, la società sarebbe già all’opera per cercare di convincerli. E se non succedesse? Spiega La Gazzetta che l’operazione vaccino è stata organizzata dalla società approfittando del ritiro ad Auronzo di Cadore, recependo una direttiva, o meglio un invito, della Federcalcio, che aveva suggerito di agevolare le vaccinazioni dei giocatori. Così i dirigenti hanno contattato il presidente della regione Veneto Luca Zaia che ha organizzato un punto vaccinazione. L’idea, che avrebbe portato alla somministrazione della prima dose di Pfiser per una trentina di giocatori, tranne i nazionali Acerbi, Immobile e Lazzari, era buona. Ma gli eventuali rifiuti potrrebbero avere conseguenze pesanti. Non solo dal punto di vista sanitario:

Ma che, in caso contrario, rischia di trasformare in un boomerang l’operazione vaccinazione di squadra. Anche per le possibili implicazioni negative che ci sarebbero all’interno dello spogliatoio. Va ricordato – come ha fatto la stessa Federcalcio -chein Italia per i giocatorila vaccinazione non è obbligatoria. Non ci sarebbe quindi nessuna conseguenza professionale su un’eventuale scelta da parte di qualche giocatore della Lazio (o di altra squadra) di dire no al vaccino

Basterà la moral suasion della società a convincere i recalcitranti?

Foto: frame da video twitter