Economia

Gaudete ex exsultate! Laura Castelli sta per avere le deleghe!

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La viceministra all’Economia Laura Castelli sta per ricevere le deleghe da Giovanni Tria. Con lei anche Massimo Garavaglia e i sottosegretari Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega). Potrebbe quindi, a meno di clamorosi colpi di scena, concludersi così la lunga telenovela sulla mancata attribuzione delle deleghe al Tesoro che tra molti colpi di scena (e qualche colpo basso) ha tenuto banco per quasi un anno. Ieri, racconta il Fatto che annuncia la Lieta Novella, di buon mattino il ministro dell’economia Giovanni Tria ha messo tutti attorno a un tavolo forse nel tentativo di avviare una fase due al ministero dopo gli scossoni che, da ultimo con il Tav hanno fatto traballare la sua poltrona.

Secondo lo schema, i due viceministri si vedranno assegnare la condivisione dei due settori relativi alla programmazione economica e al fisco. Garavaglia sarà anche preposto alla conferenza Stato-Regioni con un ampio plafond di competenze, tra cui quella sulla sanità, decisive in vista del progetto sponsorizzato dalla Lega sulle autonomie.

Alla Castelli, sempre secondo quanto trapela, sarà attribuita la delega alla finanza locale, ai rapporti con la conferenza Stato-Città e ai temi di competenza in ambito Cipe. Saranno supportati dai due sottosegretari: a Villarosa andrà la delega ai giochi, mentre un altro settore di peso relativo a Dogane e Monopoli, il comparto tabacchi, sarà di competenza di Bitonci.

Ovviamente gli strascichi delle polemiche di questi mesi rimangono:

La scelta di Tria sarebbe quella di mantenere per sé Cassa depositi e prestiti,strategica per gli investimenti. E il dossier sulle banche: per conto del Tesoro su questo tema si è segnalato finora l’attivismo di Villarosa che avevano rassicurato i risparmiatori truffati. Ma dopo i paletti fissati da Bruxelles che ha dato l’altolà a un rimborso generalizzato, della questione si sta occupando Tria in persona.

Non è un mistero che proprio sulle banche si è registrata più di una frizione al Tesoro dopo i dubbi espressi a dicembre dalla direzione che fa capo ad Alessandro Rivera che aveva dato parere negativo alle norme predisposte dai 5 stelle sull’auto matica corresponsione dell’indennizzo in base di criteri reputati troppo vaghi.

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