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Laura Bovoli e Tiziano Renzi: i genitori di Renzi agli arresti domiciliari

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Arresti domiciliari per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori di Matteo Renzi. nei confronti dei due, e di un terzo soggetto, viene contestata l’emissione di fatture inesistenti. La terza persona destinataria della misura degli arresti domiciliari assieme ai coniugi Renzi e’ l’imprenditore Mariano Massone, classe 1971, di Campo Ligure.

I genitori di Renzi agli arresti domiciliari

Tra gli indagati anche l’autista del camper di Renzi, Billy ovvero Roberto Bargilli. Le misure sono state emesse dal gip di Firenze per bancarotta fraudolenta e per emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, riguarda anche una terza persona, un imprenditore di Campo Ligure (Genova). I tre, secondo quanto si apprende, sono stati nel tempo amministratori di fatto di tre società cooperative, due delle quali dichiarate fallite. I genitori di Renzi hanno anche informato il loro difensore di fiducia, avvocato Federico Bagattini, che adesso li sta assistendo in questa nuova fase dei procedimenti aperta a loro carico.

Le ipotesi di reato contestate riguardano da un lato l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistenti all’interno di una delle società e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società cooperative tra il 2010 e il 2013. Il direttore della Verità Maurizio Belpietro, parlando con l’Adnkronos ha voluto sottolineare il racconto della notizia sul suo giornale: “Siamo stati gli unici a raccontare per mesi vicende e operazioni che riguardavano i genitori dell’ex premier, gli unici a riferire di sequestri della Guardia di finanza nella più totale indifferenza dei media. Vedremo se Renzi anche domani parlerà di complotto alle sue spalle”. Matteo Salvini invece ha risposto”niente da festeggiare” a chi gli chiedeva un commento sulla notizia.

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Ipotesi di reato: false fatturazioni e bancarotta fraudolenta

Matteo Renzi ha invece annullato l’impegno pubblico per la presentazione del suo nuovo libro “Un’altra strada” a Nichelino. A comunicare ai giornalisti l’annullamento dell’incontro, dopo che si è diffusa la notizia degli arresti domiciliari dei genitori, sono stati gli organizzatori. Secondo quanto trapelato, l’ex premier avrebbe appreso dell’arresto quando si trovava già alle porte di Torino e avrebbe quindi deciso di fare marcia indietro. In sala, per assistere alla presentazione di Renzi, c’erano diversi esponenti locali del Pd, tra cui l’ex segretario regionale del partito e attuale parlamentare Davide Gariglio.

Su Facebook invece Carlo Sibilia, sottosegretario del M5S al ministero dell’Interno ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine: «Chi pensa che il M5S faccia festa per gli arresti dei genitori di un ex presidente del Consiglio si sbaglia di grosso. E’ sempre triste dover commentare presunte illegalità. Il primo pensiero è sempre per le forze dell’ordine che fanno un gran lavoro per portare a termine indagini così complicate». Anche il senatore M5S Elio Lannutti è voluto intervenire sul tema: “Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni’. Umanamente mi dispiace!”.

La reazione di Renzi su Facebook

Renzi ha pubblicato su Facebook un lungo status in cui ha difeso i genitori e parlato di misura cautelare sproporzionata: «Sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Mai. Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello stato. Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no».

matteo renzi

Renzi ha chiuso così il messaggio: «Non ho letto le carte, aspetto le sentenze. So però ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web. I miei genitori si difenderanno in aula, come tutti i cittadini. Io continuerò a combattere per questo Paese, forte della mia onestà. Forte delle mie idee. Forte dell’affetto di tanta gente che sa perfettamente che cosa sta accadendo».