Opinioni

L'approccio dilettantesco di Virginia Raggi e Paola Muraro

Ernesto Menicucci, ex Corriere della Sera, debutta oggi sulla cronaca di Roma del Messaggero con un editoriale in cui segnala le responsabilità della Giunta Raggi non tanto nelle opere straordinarie per Roma, quanto nella scarsa capacità di gestire l’ordinario:

Ma visto lo stato in cui versa la Capitale, dove si rischia la vita a causa dei tronchi che si spezzano o delle «piscine» d’acqua che si formano, le risposte fornite dall’assessore all’Ambiente Paola Muraro e dalla stessa Raggi(che ora prova a correre, in ritardo, ai ripari) sono a dir poco scoraggianti e denotano un approccio dilettantesco alla soluzione di problemi complessi. Una, la responsabile all’Ambiente, parla di «38 potature effettuate» quando gli alberi di Roma a rischio sono circa 80 mila. L’altra,il sindaco, si limita ad un video su Facebook (senza risatine, almeno stavolta) e si trincera dietro il più classico «a luglio avevo chiesto dei report».

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Eppure, almeno nella gestione «ordinaria» della città, i romani si sarebbero aspettati qualcosa di più da un Movimento che ha vinto le elezioni cavalcando, oltre alla sbandierata «diversità morale», l’aspetto più minimalista del governo cittadino: non sogni, ma piccole opere. Dopo quasi 150 giorni, siamo ancora in attesa. Nessuno pretende di vedere Raggi e Muraro armate di secchiello e paletta nelle strade alluvionate, ma almeno una semplice pensilina alle fermate del bus o alle stazioni della metro. Non progetti straordinari, ma qui non si vede nemmeno l’ordinario

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