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L'antivaccinista contro il decreto Lorenzin

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Oggi Repubblica pubblica un’intervista ad Ana Diana Demian, che vive a Parma e coordina un gruppo di genitori sotto la sigla Lov, Liberi dall’obbligo vaccinale. La signora è contraria ai vaccini e al decreto Lorenzin che ieri ha imposto obbligo e multe:

Ana ha 26 anni e sua figlia, che non è vaccinata e non ha frequentato l’asilo nido, dovrebbe entrare alla materna in settembre. «Mi rifiuto di vaccinare la mia bimba – scandisce – la porterò a scuola e farò causa allo Stato in sede penale, civile e amministrativa. Questa legge la considero un vero sopruso, non c’è nessuna urgenza reale, nessuna situazione straordinaria. Sto scrivendo una denuncia da portare in Procura lunedì. La cosa paradossale è che io sono vaccinata per tutto, anche per la Tbc. Ma per mia figlia voglio la libertà di scegliere».
Ana è nata in Romania e si è trasferita in Italia quando aveva 10 anni. Ha un diploma da ragioniere e molti studi da “autodidatta” sui vaccini, ha anche pubblicato un libro a sue spese dal titolo “Insanità all’italiana”. Sostiene che i medici «hanno paura di parlare di vaccini per non essere radiati», sospetta che ci siano «solo interessi economici delle case farmaceutiche» dietro questa decisione, ha dubbi su tutto, non si fida delle autorità. Non serve a nulla parlarle dei rischi per la salute collettiva, lei non ci crede.

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Vaccini: come funziona l’obbligo (La Repubblica, 20 maggio 2017)

Ana annuncia che andrà in tribunale per la multa e per opporsi all’obbligo:

«Dopo tanti scandali nella sanità, dovrei fidarmi? Non credo proprio – dice – e tra l’altro questa imposizione dall’alto, che in Emilia è arrivata prima che a livello nazionale, non ha fatto che insospettire ancora di più i genitori e le coperture continuano a calare». Da Piacenza a Rimini, nel 2016 nessun capoluogo è riuscito a superare la soglia del 95% di copertura, il calo sotto la soglia stabilita dall’Oms è cominciato nel 2014. Ora Ana si prepara alla battaglia legale. «Sono pronta a cominciare il giro di ogni singola Asl – dice – a denunciare ogni singola situazione. In un Paese civile il governo non può attaccare alcuni principi di fondo, per me questa legge è incostituzionale».

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