Opinioni

L'ANAC chiede a Raggi i documenti sulla nomina del fratello di Raffaele Marra

Roma Capitale dovrà fornire ad Anac informazioni e documentazione sul ruolo di Raffaele Marra come capo del personale e in particolare sulla vicenda relativa alla nomina di suo fratello, Renato Marra, alla guida della direzione turismo. La scorsa settimana, a quanto si apprende, è partita una richiesta dell’Anac diretta al Responsabile anticorruzione del Comune con cui si chiede di fornire indicazioni e documenti necessari per valutare eventuali violazioni. L’istanza dell’Autorità nazionale anticorruzione mirerebbe a fare chiarezza su tutti gli incarichi dirigenziali assegnati e si focalizza sulla nomina di Renato Marra, visto il rapporto di parentela. La posizione di Marra, già collaboratore dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, è finita più volte sotto i riflettori in questi mesi, l’ultima pochi giorni fa quando è emerso da articoli di stampa che la procura di Roma sta indagando sulle nomine fatte dall’amministrazione del sindaco Virginia Raggi.
raffaele marra
Sebbene anche una parte dei Cinquestelle avesse chiesto che fosse rimosso, il 10 novembre, quando c’è stata una rotazione dei dirigenti comunali, Raffaele Marra è stato confermato al suo posto e suo fratello Renato è passato dalla polizia municipale, dove era capo della sezione sull’abusivismo commerciale, alla guida della nuova direzione turismo. Una scelta che aveva suscitato polemiche, visto il rapporto di parentela tra i due e possibili profili di conflitto d’interesse. Ora è la stessa Anac a volerci vedere chiaro, per verificare se le regole siano realmente state rispettate e quale sia stato il ruolo di Marra rispetto alla nomina del fratello.
La maggioranza in Campidoglio aveva chiesto anche alla sindaca di fermare Marra sulla nomina del fratello. L’articolo 7 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, in vigore dal 2013, non sembra lasciare troppi margini interpretativi: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado”. Letto il regolamento e ripresi in mano gli ultimi atti della prima cittadina, gli ortodossi del M5S non hanno potuto far altro che trasecolare. La direzione del Personale ha indetto e gestito la procedura d’interpello. I dirigenti, compreso Marra junior, hanno inviato la propria candidatura al dipartimento delle Risorse umane. Richieste e desiderata sono stati quindi vagliati da Raffaele Marra in persona: “La scrivente direzione – si legge nella nota che ha dato il via alla procedura – trasmetterà la documentazione ricevuta alla Sindaca, la quale, ad esito dell’esame della stessa e delle informazioni in possesso degli uffici, procederà al conferimento degli incarichi”. Così, senza informare la responsabile della prevenzione della corruzione del Comune del possibile conflitto d’interessi, il fratello maggiore ha avuto tra le mani il curriculum del minore. Poi ha firmato l’ordinanza. Senza lasciare che fosse almeno il suo vice a siglare l’atto, senza dare peso alle prescrizioni del codice di comportamento o curarsi di una possibile istruttoria Anac.

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