Opinioni

La Verità, Ciro Grillo e il complotto della notizia dello stupro

In prima pagina oggi La Verità adombra il complotto della notizia dello stupro di cui è accusato, tra gli altri, anche il figlio di Beppe Grillo, Ciro Grillo. “Ma la notizia esce solo dopo che è nato il governo”, fa sapere il giornale fondato diretto da Maurizio Belpietro. Ma quei modestoni della Verità, nel voler suggerire che qualcuno ha nascosto la vicenda per aiutare Beppe Grillo, come al solito sono troppo poco fantasiosi. I fatti risalgono al 16 luglio e la denuncia della ragazza è del 26 luglio. All’epoca, se vogliamo dirla tutta, al governo c’era la Lega insieme al MoVimento 5 Stelle.

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Non solo: la crisi, annunciata da Matteo Salvini il 7 agosto, è stata formalizzata in parlamento soltanto la settimana successiva. E la notizia era ancora “nascosta” prima che la Stampa e il Secolo XIX ieri la annunciassero a tutti. È evidente quindi che il complotto non può certo coinvolgere soltanto il governo attualmente in attesa di fiducia alle camere. Anche perché quando è stata formalizzata la denuncia agli Interni c’era ancora Salvini, alla giustizia ancora Bonafede con i voti del Carroccio. E allora sono due le cose: o il complotto coinvolge un po’ tutti, compresi gli uscenti del vecchio governo, o non c’è nessun complotto ma tanto vale buttarla lì perché non si sa mai che qualcuno ci creda.

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