Politica

La trattativa segreta dei Responsabili con Franceschini per il governo senza Renzi

dario franceschini matteo renzi

C’è una trattativa segreta di Responsabili con Dario Franceschini per puntellare il governo in caso di addio di Italia Viva alla maggioranza. Talmente segreta che ne parla oggi Marcello Sorgi su La Stampa:

Quel Franceschini, che del governo è una sorta di amministratore delegato e anche il più testardo sostenitore dell’alleanza giallo-rossa, per il gruppetto di deputati e senatori di centrodestra stufi di stare all’opposizione e alla mercé di Salvini rappresentava una grande occasione. Franceschini è l’ultimo esponente di rilievo di una tradizione democristiana sopravvissuta alle tre Repubbliche italiane. Si vede da come parla: s’ispira a Moro, che non diceva mai né di sì né di no. La telefonata con cui ha invitato nel suo ufficio di ministro i Responsabili, era soltanto per uno scambio di idee.

Ma quelli, convocati in sede istituzionale, e da un uomo maniacalmente cauto come il capo delegazione del Pd al governo, hanno capito subito che il gioco si fa serio. Si tratta di una partita molto dura, specie da quando, all’ombra dell’emergenza coronavirus, il tentativo condotto in tandem dai due Mattei, Renzi e Salvini, è arrivato al Quirinale, dopo l’incontro rappacificatore di mercoledì tra il Presidente Mattarella e il Capitano leghista.

conte responsabili italia viva
La maggioranza del governo Conte Bis al Senato (La Repubblica, 14 febbraio 2020)

Nello studio di Franceschini si è parlato essenzialmente di questo. Con il ministro attento a non entrare in dettagli che avrebbero potuto mettere in forse l’avvicinamento guardingo della pattuglia dei Responsabili, tra l’altro divisi al loro interno, all’universo giallo-rosso. E Polverini e i suoi curiosi di capire fino a che punto l’uomo chiave del governo era disposto a spingersi. Di fronte a Conte, nei precedenti colloqui, la perplessità maggiore dei Responsabili rispetto all’ipotesi di rompere gli indugi, allontanarsi dai partiti che li hanno eletti, formare gruppi parlamentari alla Camera e al Senato e prendere posto in maggioranza, era una sola: che ci veniamo a fare se Renzi resta con un piede dentro e uno fuori dal governo? Saremmo aggiuntivi e non indispensabili, alla fine serviremmo solo a rendere scarica la pistola di Matteo puntata su Palazzo Chigi e a prolungare una legislatura che, se interrotta, vedrebbe elezioni anticipate con una molto probabile vittoria del centrodestra.

Leggi anche: Luca Ceriscioli: il governatore delle Marche che sfida il governo sul Coronavirus