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Il grande pasticcio dei treni senza distanziamento

Oggi sul Corriere della Sera Maria Teresa Meli racconta la telefonata tra il ministro della Salute Speranza e la ministra dei Trasporti De Micheli che aveva annunciato lo stop al distanziamento sui treni ad alta velocità. Una conversazione non propriamente tranquilla

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Oggi sul Corriere della Sera Maria Teresa Meli racconta la telefonata tra il ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che aveva annunciato lo stop al distanziamento sui treni ad alta velocità. Una conversazione non propriamente tranquilla.

La telefonata infuriata di Speranza alla ministra De Micheli sui treni senza distanziamento

Partiamo dall’inizio della storia: perché i treni ad alta velocità ieri hanno ripreso le corse senza distanziamento? La possibilità di tornare a viaggiare con la massima capienza disponibile non è piovuta dal cielo ma è la conseguenza di una serie di condizioni che erano previste dal Decreto del presidente del consiglio firmato da Giuseppe Conte il 14 luglio scorso. Il provvedimento stabiliva infatti la la possibilità di far viaggiare i treni a piena capacità purché in presenza di alcune condizioni: tra queste, la misurazione della temperatura prima di salire a bordo dei treni, con termoscanner e termometri che, appunto da oggi, sono presenti in tutte le stazioni dell’alta velocità, l’autodichiarazione da parte dei passeggeri per certificare di non essere stati in contatto con persone contagiate dal Covid 19, una sorta di nuovo modello come quello che milioni di italiani hanno utilizzato durante il lockdown, l’obbligo di indossare la mascherina a bordo dei convogli con la sostituzione ogni 4 ore.

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Ma dopo che Trenitalia e Italo hanno annunciato la ripresa delle corse a piena capienza si è creato un putiferio con il comitato tecnico scientifico preoccupato e il ministro Speranza che è dovuto correre ai ripari con un’ordinanza che annullava tutto come ha annunciato su Facebook: “È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine. Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus”. Ma per capire cosa è successo prima bisogna conoscere le due telefonate alla ministra De Micheli del consulente del ministro della Salute Ricciardi:

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza si indigna a suon di twitter. La titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti è a Palermo. Tra un aereo e l’altro viene a sapere del pandemonio che è scoppiato. Prima cerca di ottenere un quadro esaustivo della situazione. Poi tenta di calmare Ricciardi al telefono: «Stai tranquillo, guarda che non cambia molto, sono le direttive del Dpcm del 14 luglio che prevedono alcune deroghe»

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Ma tranquillo Ricciardi non deve essere perché a breve si fa sentire anche Speranza:

Ricciardi è preoccupatissimo. Parla con Speranza, gli spiega i pericoli di un allentamento delle regole. Il ministro, che dell’ex attore ora medico si fida ciecamente, capisce i timori dell’ interlocutore. Del resto, sono anche i suoi. Così De Micheli riceve una telefonata del titolare della Salute non propriamente di cortesia: «Ma come avete pensato di fare una cosa del genere senza avvertirmi?», alza la voce Speranza. La ministra cerca di fargli capire che nulla è stato fatto alle sue spalle. C’è un Dpcm che prevede le deroghe, firmato da Conte. È pubblico. Dopodiché a sera De Micheli fa diffondere le linee guida del suo dicastero per quel che riguarda il comparto dei trasporti: sì ci possono essere delle deroghe, ma a condizioni talmente stringenti che il riempimento dei treni ad alta velocità al cento per
cento è impossibile

Non basta: la ministra non ci sta a essere messa in mezzo e insiste perché sia il ministero della Salute a sistemare tutto; a quel punto Speranza firma l’ordinanza e tutto torna come prima con la conseguenza che a pagare per il pasticcio saranno i passeggeri che avevano comprato un biglietto per le corse che verranno annullate. Un dubbio sorge: ma se c’è qualcuno che nel governo scrive i DPCM ci sarà anche qualcuno che li legge?

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