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La supercazzola di Salvini per non rispondere sull'emendamento della Lega per consentire ai partiti "di prendere i soldi da Stati esteri" | VIDEO

neXt quotidiano|

Salvini

Cosa fanno i politici quando un giornalista fa domande ben precise su fatti accaduti nel passato – più o meno recente – e che sono tornati in auge negli ultimi giorni? Non rispondono e tentano di gettare fumo negli occhi di chi li sta ascoltando. Ma se davanti a loro si ritrovano un professionista in grado di incalzare per ricevere una risposta precisa su un determinato tema, quel politico fa una brutta figura. È accaduto a Matteo Salvini che, ieri mattina, si trovava in collegamento con Canale 5. Il conduttore, Francesco Vecchi, gli ha posto una domanda precisa su un emendamento presentato dalla Lega nel 2018 per cancellare il divieto ai partiti di ricevere fondi dai Paesi esteri. Prima il leader del Carroccio ha tirato in ballo Di Maio, poi – alla fine – ha detto di non ricordarsi. Memoria corta, perché quel tentativo è realmente accaduto.

Salvini non ricorda emendamento Lega sui finanziamenti stranieri

Il tema dei fondi stranieri destinati ai partiti e ai politici è tornato in auge nei giorni scorsi, dopo che gli 007 americani hanno diffuso alcuni passaggi di un report sui finanziamenti russi (pari a 300 milioni di euro, dal 2014) a diversi esponenti politici di 20 Paesi occidentali. Per il momento, nessun partito italiano sembra essere coinvolto, ma il tema resta di stretta attualità. E Francesco Vecchi, riportando quanto dichiarato di recente dalla sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina, ha chiesto a Salvini di confermare o smentire la notizia di quell’emendamento presentato in Parlamento dalla Lega nel 2018. E come ha risposto il leader della Lega?

“Ma guardi, un Ministro degli Esteri che adesso svolazza nelle pizzerie italiane sghignazzando com la guerra in corso ha attendibilità pari a zero”.

Perché il riferimento a Di Maio? Perché Anna Macina, ex M5S, è una delle fedelissime dell’attuale capo della Farnesina. Ma cosa c’entra il video di Luigi Di Maio in versione “Dirty Dancing” in una pizzeria di Napoli? Nulla e il giornalista glielo fa notare pretendendo una riposta alla domanda iniziale: o l’accusa è falsa, o è vera. E, finalmente, la nebbia si dipana:

“Ma secondo lei, io mi ricordo di un emendamento del 2018?”

Matteo Salvini, che all’epoca era già segretario della Lega, dunque non ricorda. Proviamo rinfrescare la sua memoria. Era l’ottobre del 2018 e il governo gialloverde stava per approvare la cosiddetta legge “spazzacorrotti”. E proprio al suo interno era stato presentato – firmato dai leghisti Iezzi, Bordonali, De Angelis, Giglio Vigna, Invernizzi, Maturi, Stefani, Tonelli, Vinci – un emendamento che voleva “sopprimere il comma 2” di quella legge. Insomma, cancellare il divieto a ricevere finanziamenti dall’estero.

(foto e video: da Mattino 5)