Economia

La strana guerra dei M5S alle bancarelle a Roma

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Il Presidente della Commissione commercio del Comune di Roma, Andrea Coia, ha dichiarato qualche tempo fa guerra alle bancarelle. Il primo passo del nuovo corso dell’Amministrazione a 5 Stelle, troppo spesso accusata di favorire noti bancarellari quali i Tredicine, è stato lo sgombero di Via Tuscolana dalle bancarelle. Sia Coia che l’assessore al Commercio Adriano Meloni hanno descritto l’iniziativa come l’inizio di “un percorso di decoro e legalità”.

Le bancarelle non spariranno, verranno delocalizzate

A causa di questo cambio di passo Andrea Coia è stato duramente criticato dai bancarellari che lo hanno insultato accusandolo di non aver fatto nulla per concertare le decisione con le categorie coinvolte. I commercianti ambulanti hanno inscenato delle proteste contro la decisione di “liberare Roma” dalle bancarelle bloccando alcune vie cittadine. Ma la grande rivoluzione pentastellata va avanti. Come ha ribadito ieri in conferenza stampa la sindaca Virginia Raggi le linee guida del Nuovo Regolamento del Commercio su Area Pubblica prevedono una riorganizzazione dei posteggi in aree più adeguate nel rispetto del decoro e della legalità.

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La delocalizzazione delle bancarelle Fonte: Il Messaggero del 06/02/2018

Come già per via Tuscolana, dove le bancarelle sono state spostate nelle vie adiacenti, la guerra alle bancarelle significa molto più semplicemente che gli ambulanti dovranno trasferirsi altrove. Le bancarelle insomma “saranno delocalizzate”, come ha detto la Raggi ieri, e nessuno degli ambulanti perderà il lavoro, a prescindere dalle modalità con le quali in passato ha ottenuto la concessione del posteggio. Non ci sarà per ora nessuna revisione delle concessioni. Al massimo quindi si potrà parlare di guerra fredda alle bancarelle.

Che fine ha fatto la guerra di Andrea Coia alle bancarelle

Ma c’è un altro dato interessante, che ridimensiona molto i meriti della Raggi, dell’assessore Meloni ed infine di Coia. La decisione di spostare le bancarelle infatti è la conseguenza del Piano Generale del Traffico Urbano di Roma Capitale (PGTU) varato nel 2015 durante l’Amministrazione di Ignazio Marino dall’assessore Guido Improta. La sezione IX del documento regolamenta la disciplina per le occupazioni permanenti e non delle sedi stradali stabilendo i criteri da seguire per l’occupazione di suolo pubblico da parte delle bancarelle.

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In particolare poi viene stabilito che entro tre anni dalla data di entrata in vigore del regolamento i municipi debbano provvedere «alla predisposizione di piani per la rilocalizzazione delle occupazioni di suolo pubblico ubicate sulle sedi stradali della viabilità principale, salvo quelle di competenza del Dip.to Commercio (rotazioni)». Tale rilocalizzazione, si legge, dovrà anche costituire occasione per il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano prevedendo «il trasferimento sulla viabilità locale o su aree ad essa limitrofe, delle occupazioni di suolo pubblico ricadenti sulle sedi stradali della viabilità principale» in modo da non creare intralcio alla viabilità.

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Fonte

Per il momento quindi il regolamento per il Commercio a 5 Stelle si limita ad applicare quanto previsto dal PGTU del 2015. Prova ne è ad esempio la comunicazione avete per oggetto “adempimenti al PGTU” inviata dall’assessore Meloni ai Presidenti di Municipio e al consigliere Andrea Coia il 24 gennaio scorso. Allo stesso tempo però Coia, abbandonata la lotta dura alle bancarelle, visto che verranno semplicemente spostate altrove, ha iniziato ad attaccare la Presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi (PD) colpevole di non fare nulla per risolvere il problema delle bancarelle abusive mentre il MoVimento 5 Stelle “ha liberato via Tuscolana e i marciapiedi del VII Municipio grazie al Nuovo regolamento del commercio”.

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In realtà Coia dovrebbe dire che è stata liberata via Tuscolana, ma gli ambulanti restano (del resto sono regolari e non abusivi) nel VII Municipio. Semplicemente vengono spostati più in là. Il Nuovo regolamento inoltre non prevede la riduzione dei posteggi, il fatto che ora vengano delocalizzati e “diluiti” in altre aree (in ottemperanza a quanto previsto dal PGTU della “precedente amministrazione”) non significa che la Raggi abbia fatto piazza pulita degli ambulanti, come si potrebbe pensare dai roboanti comunicati pentastellati. Infine va fatto notare che sono i Municipi (e quindi anche i due a guida PD) a stilare i piani di rilocalizzazione. Ed è solo un caso che nel I Municipio siano ben 188 quelle da risistemare e che – come ha dichiarato la Alfonsi al Messaggero – il problema principale è che non si sa dove metterle perché “il territorio è saturo”.