Economia

E il Financial Times fa arrabbiare Renzi sulle banche

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La nuova settimana si preannuncia scoppiettante per Matteo Renzi sul fronte delle banche. Mentre diviene pubblica una lettera della Banca Centrale Europea al Monte dei Paschi di Siena, un articolo del Financial Times lo dipinge come pronto a sfidare l’Europa sulle banche. E Palazzo Chigi di primo mattino si trova costretto a smentirlo: Renzi sfida la UE sul futuro dell’Europa, sulla crescita, suigli investimenti, sulla cittadinanza e sull’immigrazione, fa sapere furioso l’ufficio stampa del premier di primo mattino: «Quanto alle banche, è noto, come ha avuto modo di sottolineare anche ieri in una intervista tv, che Renzi prediliga le soluzioni di mercato, nel rispetto delle regole vigenti in Europa”, concludono le stesse fonti.

E il Financial Time fa arrabbiare Renzi

Nell’articolo di Rachel Sanderson e Alex Barker si racconta però di un’Italia pronta a sfidare l’Unione Europea “pompando miliardi di euro” nel suo sistema bancario unilateralmente (ovvero: senza l’accordo con Bruxelles) per superare le difficoltà sistemiche generate dalle sofferenze. Intervenire con fondi pubblici, ove necessario, nonostante l’opinione divergente di Bruxelles e Berlino e le regole sul bail in che prevedono che a pagare siano per primi creditori, obbligazionisti, azionisti e correntisti oltre i centomila euro invece che i contribuenti italiani.

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L’articolo del Financial Times su “Renzi e le banche (4 luglio 2016)

IL racconto del Financial Times prosegue descrivendo la preoccupazione dei regolatori europei, che temono che un intervento così sfacciato danneggi la credibilità del sistema europeo (in realtà già danneggiata di suo per altri motivi). Poi si parla delle soluzioni “praticabili” individuate da Margherethe Vestager, che presiede la concorrenza nella Commissione Europea, per ottenere un salvataggio senza rimangiarsi le regole del bail in. Ma proprio perché le soluzioni proposte da Roma sono state respinte, il governo italiano starebbe pensando a una soluzione unilaterale: «Siamo disposti a fare tutto il necessario, pure ad agire unilateralmente, anche se questa è l’ultima spiaggia», racconta una fonte citata dal FT. Che però poi cita una ricapitalizzazione del fondo Atlante, già utilizzato per gli aumenti di capitale, tra le opzioni possibili: non esattamente una scelta unilaterale. . Atlante lancerà anche uno strumento finanziario focalizzato sui crediti in sofferenza entro pochi giorni, per comprare le sofferenze accumulate dagli istituti di credito durante tre anni di recessione in Italia nel tentativo di evitare svalutazioni diffuse. Non esattamente un Segreto di Stato.

Le soluzioni unilaterali per le banche

Più avanti nel servizio, FT osserva che “le quattro maggiori banche italiane hanno da sole 85 miliardi di non performing loans” ed aggiunge che “crescono le preoccupazioni sui risultati dello stress test di questo mese e sul referendum costituzionale in Italia a ottobre, sul quale Renzi ha messo in gioco il suo posto”. FT aggiunge: “Citigroup ha descritto il voto come ‘probabilmente il più alto rischio singolo nel panorama politico europeo di quest’anno al di là del Regno Unito”.  Ma il pezzo, che apre la prima pagina del quotidiano finanziario, genera da subito pesanti smentite da parte del governo italiano: «Contrariamente a quanto riportato oggi sulla stampa internazionale, il presidente del Consiglio Matteo Renzi è pronto a “sfidare” Bruxelles sul futuro dell’Europa poiché non crede possibile ignorare il risultato della Brexit. E’ dunque sulla crescita, gli investimenti, la cittadinanza, l’immigrazione, la lotta alla disoccupazione che si concentra l’attenzione dell’Italia. Quanto alle banche, è noto, come ha avuto modo di sottolineare anche ieri in una intervista tv, che Renzi prediliga le soluzioni di mercato, nel rispetto delle regole vigenti in Europa», fanno sapere le fonti di Palazzo Chigi. Da settimane Renzi respinge ogni discorso pubblico sulle banche, in quella che sembra essere più che altro una mossa di anti-propaganda: dopo tutti i guai in cui si è ficcato l’esecutivo con il decreto di risoluzione della quattro banche e le polemiche per i presunti “conflitti d’interesse” per Banca Etruria, Renzi cerca di non far passare il messaggio della “soluzione per le banche” per non dare l’impressione (e per parare l’accusa) di “fare un favore” agli istituti di credito. Un pio desiderio, visto che quando la soluzione arriverà verrà accusato lo stesso e in ogni caso non sono all’orizzonte grandi soluzioni per i problemi a cui Renzi dice di pensare.