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La sentenza che potrebbe mandare in vacca le multe del decreto sicurezza bis

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Antonio Massari sul Fatto Quotidiano oggi racconta una sentenza del tribunale di Trapani che potrebbe rovinare la festa a Salvini e al suo decreto sicurezza bis.

I due “dirottatori ”della Vos Thalassa, il rimorchiatore che l’8 luglio 2018 soccorse 67 migranti, sono stati assolti e scarcerati perché – come anticipato ieri dal Corriere della Sera– “il fatto non costituisce reato” in quanto è “scriminato dalla legittima difesa”. TRA I PRIMI a chiedere l’arresto di Ibrahim Tijani Bushara e Ibrahim Amid fu proprio Matteo Salvini. Secondo le accuse i due, quando il comandante della Vos Thalassa decise di indirizzare il rimorchiatore verso la Libia, si rivolsero a lui facendogli un segno che si poteva interpretare come una gola tagliata. Un segno che l’accusa interpretò come una minaccia di morte. E che innescò l’accusa di dirottamento del rimorchiatore. Secondo la difesa, invece, quel segno stava a significare ben altro: tornare in Libia equivaleva a morire.

Salvini in quei giorni dichiarò che erano “delinquenti”e dovevano “scendere in manette”e finire in “galera”. A Salvini si accodò il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che chiedeva la loro punizione “senza sconti”. Infatti sono stati in carcere dieci mesi. Ora però, secondo il Tribunale di Trapani, i due non commisero alcun reato. Anzi. Era “legittima difesa”.

E questo significa che, tornare in Libia, per il Tribunale di Trapani era pericoloso per la loro incolumità. Un’argomentazione che da oggi in poi varrà per qualsiasi Ong decida di non riportare i migranti soccorsi sulle coste libiche. E che disinnesca qualsiasi velleità di multare i volontari con multe che dissanguerebbero le casse delle Ong. La sentenza del giudice Piero Grillo, che dopo aver assolto i due “dirottatori”ne ha ordinato la scarcerazione immediata, ha quindi un immediato riflesso sulla politica del governo gialloverde sull’immigrazione. E probabilmente non sarà l’unica.

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