Opinioni

La rissa tra Franceschini e Virginia Raggi sul Colosseo

Virginia Raggi ha annunciato oggi che la Giunta di Roma Capitale farà ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il decreto di riorganizzazione della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma che prevede, tra l’altro, la realizzazione del Parco archeologico del Colosseo. Per Raggi “è inaccettabile che i ricavi della bigliettazione di Colosseo e Fori, che portano 40 milioni nelle casse del nuovo ente ministeriale, prima andavano per l’80% alla Soprintendenza speciale e oggi invece sono tutti del Parco e solo il 30% torna al Comune, a cui resta molto poco”. “Io non posso accettare scelte calate dall’alto sulla città prese senza consultazione, eppure avevamo parlato con il ministro Franceschini più volte”, ha detto la sindaca.
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Il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo, ha spiegato: “Noi auspichiamo un accordo di valorizzazione che vada verso un soggetto unico Campidoglio-Mibact per la tutela del patrimonio, nell’interesse del Paese e della città. Per questo il nostro è un atto costruttivo e un passo avanti, e siamo quindi fiduciosi che questo atto provochi non polemica ma un confronto serio tra i diversi livelli istituzionali del Paese”. L’accordo di valorizzazione esistente, ha proseguito il vicesindaco, “era concepito limitatamente all’area archeologica centrale. Negli incontri con il ministro abbiamo detto che secondo noi bisognava anche andare oltre l’area centrale e coinvolgere l’intero patrimonio, il vecchio accordo e’ una base ma serve un ragionamento piu’ innovativo per andare oltre e secondo noi ci sono le condizioni per farlo”. Tra i motivi del ricorso, come spiegato dalla sindaca Raggi, anche la ripartizione dei ricavi della bigliettazione: “Nel decreto approvato c’è scritto che il 30% delle risorse saranno automaticamente destinate alla nuova Soprintendenza speciale, ma di fatto restano nelle disponibilità del ministero che poi deve girarle”, ha aggiunto Bergamo.
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La reazione del ministro della Cultura Dario Franceschini non si è fatta attendere. Prima ha scritto su Twitter e poi ha dettato tutta la sua rabbia alle agenzie di stampa: “È incredibile che i 5 stelle che si riempiono quotidianamente la bocca di cambiamento, trasparenza e innovazione ricorrano davanti al Tar per bloccare a Roma una riforma che sta dando frutti in tutta Italia. Con il provvedimento che la Giunta Raggi ha impugnato davanti al Tar il Parco archeologico del Colosseo diventa finalmente un istituto autonomo dotato di un proprio bilancio e con un direttore scelto con una selezione internazionale, che è già in corso e a cui hanno presentato domanda 84 candidati da tutto il mondo. Il percorso adottato per il Colosseo e’ lo stesso identico percorso che ha portato in Italia profondi cambiamenti al sistema museale, apprezzati in tutto il mondo e che stanno dando importanti risultati. Il Colosseo seguirà dunque lo stesso percorso che hanno seguito gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Brera, Pompei e tutti gli altri istituti autonomi. Per opporsi a questo vengono usati argomenti falsi, infatti, non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma”.