La macchina del funky

«La Raggi potrebbe essere indagata per le nomine dello staff»

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Simone Canettieri sul Messaggero oggi parla dell’incontro a sorpresa tra parlamentari e Grillo e Casaleggio, andato in scena ieri e in prosecuzione oggi; soprattutto, concentra l’attenzione su un argomento che non è presente sugli altri giornali: ovvero, un’indagine sulle nomine dello staff che coinvolgerebbe Virginia Raggi.

C’è sempre il Campidoglio, nei pensieri di Grillo e Casaleggio e alcune voci che sarebbero state captate (in maniera più o meno distorta e tutte da confermare) dai corridoi della Procura: si sta aggravando il caso Muraro, la Raggi potrebbe essere indagata per le nomine dello staff. Due campanelli che suonano con una certa forza alle orecchie dei fondatori pentastellati. Al punto da costringerli alla calata nella Capitale per occuparsi di persona del «caso Roma», visto che le esperienze dei vari mini e big direttori sono più che archiviate e superate. Questa volta c’è «Davide» nell’inedito ruolo di leader politico, al posto del padre, una svolta battezzata sul palco della festa grillina di Palermo, nonostante il personaggio continui a ripetere di preferire un ruolo tecnico dietro le quinte e non decisionale in prima fila. Particolari, certo.

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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

Poi il Messaggero precisa:

I conti del Comune fuori controllo, la macchina amministrativa che non riesce a ingranare, e poi la giunta chiusa venerdì in extremis (con una coda di polemiche). Se a questi particolari si aggiungono i timori per «una bomba giudiziaria» che starebbe per esplodere, ecco spiegata la presenza di Beppe e Davide a Roma. La giornata è convulsa. E scoppia il cortocircuito quando trapela la possibilità che la sindaca sia stata indagata per le nomine del suo staff, già oggetto dei rilievi dell’Anac. Soprattutto per quanto riguarda i contratti di Salvatore Romeo, caposegreteria, e Salvatore Marra, in primo tempo vicecapo gabinetto, ora responsabile del Personale fino al prossimo 31 ottobre.
Su queste due nomine pesano anche gli esposti di alcuni esponenti dell’opposizione, a partire da quelli di Fratelli d’Italia capitanati da Giorgia Meloni e Fabrizio Ghera. La situazione è delicata. Perché si va ad aggiungere a quella, per molti già compromessa, di Paola Muraro, l’assessora all’Ambiente, indagata per un’inchiesta sui rifiuti e ora tirata in ballo anche nelle vicende di MafiaCapitale.

Si parla quindi dell’esposto di Fratelli d’Italia (consultabile qui) in cui si contestavano le nomine di Daniela Raineri, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. L’esposto aveva portato all’apertura di un fascicolo: nella denuncia si sosteneva che «l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016», sarebbe «incorsa nel vizio di legittimità in violazione» di alcune decreti legislativi e del «Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente»:

Nel documento si parla pure di un «vizio di motivazione dell’atto amministrativo ex articolo 3 legge numero 241/1990». Secondo i denuncianti, le presunte violazioni avrebbero procurato «un danno erariale quantificato in una quota non individuata dell’indennità ad personam riconosciuta alla Consigliera Raineri e a una quota aggiuntiva pari al 20% del compenso attribuitogli, nella parte in cui questo non risulta collegato e non collegabile agli eventuali risultati positivi raggiunti dalla stessa professionalità nello svolgimento dell’incarico». La delibera del 5 agosto 2016 prevedeva un compenso per la dirigente di 193 mila euro annui. Non solo. Raineri in diverse interviste ai quotidiani ha spiegato che «il 25 agosto dissi alla sindaca che non si poteva procedere con la nomina del capo segreteria, era fuori dalle norme».

EDIT: Federica Angeli di Repubblica fa però sapere su Twitter che la procura ha smentito.
EDIT2: Salvatore Romeo, ora capo segreteria della sindaca Raggi, parla oggi del parere dell’ANAC sulla sua nomina, sulla quale era arrivato l’esposto di Fratelli d’Italia: “Leggendo il parere dell’Anac, che noi interpretiamo positivamente, la mia nomina è legittima”. In particolare, i due pareri chiesti dalla sindaca erano per sapere se l’articolo 110 del Tuel potesse essere utilizzato per la nomina del capo di Gabinetto, parere negativo che portò alla revoca di Carla Raineri, e se un funzionario – e’ il caso di Romeo – potesse essere assunto con nomina ex articolo 90 interrompendo il contratto in vigore, ciò che è poi avvenuto per il capo segreteria. “Il mio compenso e’ stato rivisto al ribasso venerdi’ scorso in Giunta, ora e’ di circa 93mila euro all’anno”, ha infine fatto sapere Romeo.

Leggi sull’argomento: La strana storia dello stipendio di Carla Raineri