Economia

La raccolta differenziata regione per regione

L’accordo di governo tra M5S e PD che ha dato il via al Conte bis al punto 9 dice: «Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione». Un libro dei sogni, spiega oggi Jacopo Giliberto sul Sole 24 Ore, visto che il trattamento ha comunque bisogno di essere completato, a valle, con impianti di incenerimento: “La Tav ebbe un ruolo divisivo nella composizione di maggioranza uscente; nella maggioranza entrante ciò potrebbe accadere con i rifiuti”. Il problema, spiega il quotidiano, è a monte:

C’è un deficit strutturale tra rifiuti prodotti e disponibilità di spazio negli impianti, un deficit accentuato dalla frenesia con cui Roma (e adesso anche la Napoli in crisi temporanea) arraffa in mezz’Europa disponibilità per piazzare i rifiuti senza dotarsi di strumenti per riciclarli e incenerirli (si veda qui sotto l’articolo di Andrea Marini). Nei rifiuti urbani mancano impianti per il riciclaggio e per il recupero energetico, paralizzati da norme e comitati del no che inneggiano a “rifiuti zero”, così viene gettato in discarica il 30% della spazzatura e si esportano rifiuti fuori regione e fuori Italia, con un costo aggiuntivo di circa 1 miliardo di euro l’anno.

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La raccolta differenziata nelle regioni (Il Sole 24 Ore, 5 settembre 2019)

E i risultati di questa filosofia si riverberano nei costi più alti che devono sostenere i cittadini:

Secondo una ricerca condotta dagli economisti Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia del centro studi Cesisp dell’Università di Milano Bicocca, il fatto che Roma non voglia dotarsi di impianti di riciclo né di completare il riciclo con impianti di incenerimento significa che i romani paghino una tassa rifiuti molto più esigente. I dati del confronto Cesisp: la tassa rifiuti annua pagata nell’ambito di Roma è pari a 941 euro la tonnellata; la tassa rifiuti media pagata in Italia è 810,2 euro la tonnellata (130,8 euro in meno rispetto a Roma); la tassa rifiuti annua del più efficiente in Italia (il Friuli-Venezia Giulia) è pari a 558,2 euro la tonnellata (382, 8 euro in meno rispetto a Roma). Secondo Beccarello e Di Foggia, se cercassero efficienza e tutela dell’ambiente — invece di inseguire le fantasie rifiuti zero e le paure seminate dai comitati del no — gli italiani potrebbero risparmiare 700 milioni sulla tassa rifiuti.

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