Opinioni

La lettera di Medici Senza Frontiere a Renzi

IL Corriere pubblica stamattina questa lettera aperta di Medici Senza Frontiere al presidente del Consiglio Matteo Renzi:

Le inviamo oggi questa lettera insieme al giubbotto di salvataggio di una delle 15.000 persone soccorse in mare da Medici Senza Frontiere(MSF) da maggio.Questo giubbotto di pessima qualità è stata l’unica sicurezza per un uomo, una donna o un bambino che cercava di attraversare il mare verso l’Europa. Spesso su questi giubbotti è scritta una preghiera o il numero di telefono di parenti e amici da chiamare nel caso chi li indossa non riuscisse a farcela. Le persone che intraprendono questi viaggi sono perfettamente consapevoli dei rischi: è una disperazione assoluta che li spinge a mettere in tale pericolo se stessi e le proprie famiglie. Con le nostre équipe trattiamo le conseguenze mediche del viaggio, da ipotermia e disidratazione, a polmoniti e ferite provocate da abusi e violenze. Cerchiamo di migliorare le condizioni di vita delle persone bloccate in Grecia, Italia, FYROM e Serbia. Ma il nostro lavoro non fa che riempire il vuoto lasciato dagli Stati, che non vogliono o non possono far fronte alle proprie responsabilità.
Molte persone sono in fuga dalla guerra, dall’oppressione e dalla tortura. Altre scappano da povertà, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Tutti cercano una vita migliore e più sicura. Ma le vie di fuga sono sempre meno e i paesi che ospitano i rifugiati, come Libano, Turchia e Giordania, sempre più sotto pressione. Il mondo si sta confrontando con il più grande esodo di massa dalla seconda guerra mondiale. Il conflitto in Siria non mostra alcun segno di placarsi. Eppure l’Europa sta sbarrando i propri confini.

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Etichette come‘migranti’,‘rifugiati’ o ‘richiedenti asilo’ non descrivono in modo adeguato la realtà che sta spingendo migliaia di persone a intraprendere viaggi lunghi e pericolosi. Ognuno di loro ha una storia da raccontare sul perché ha dovuto rischiare la propria vita per raggiungere l’Europa. Chi ha bisogno di cure mediche, cibo, acqua e riparo, dovrebbe riceverli indipendentemente dal suo status legale. I ministri dei paesi membri dell’UE si riuniscono oggi per l’ennesimo vertice sulla cosiddetta “crisi migratoria”. Ma le decisioni
adottate nei precedenti incontri non hanno migliorato la situazione. Barriere e identificazioni forzate non fanno che spingere le persone a ricercare rotte più pericolose e clandestine. Si continuano a perdere vite in mare, sui camion,nei campi di fortuna dove si vivono condizioni inaccettabili, proprio nel cuore dell’Unione Europea. È ora di porre fine a politiche di deterrenza che mettono in discussione lo stesso diritto di asilo. Un afflusso prevedibile e gestibile di persone in fuga è diventato una tragedia umana.
L’Europa si trova di fronte un numero sempre maggiore di persone in cerca di assistenza e protezione. Ma è solo una piccola parte rispetto ai milioni che in tutto il mondo fuggono da sofferenze inaccettabili. A prescindere dagli ostacoli imposti, continueranno ad arrivare perché non hanno altra scelta. Le politiche attuali sono ormai indifendibili. L’unico modo in cui l’Europa può prevenire una crisi sempre peggiore è di togliere spazio ai trafficanti, fornendo alternative sicure e legali. I richiedenti asilo devono essere autorizzati ad attraversare in modo legale il mare e le frontiere, all’ingresso e all’interno dell’Unione Europea. Tutti i canali di accesso sicuro che consentano ai rifugiati di raggiungere l’Europa devono essere attivati con urgenza. Vanno individuate soluzioni efficaci per ricollocare i richiedenti asilo da uno Stato all’altro dell’UE. Ai confini dell’Europa, su tutto il territorio europeo e lungo le rotte migratorie deve essere garantito un accesso effettivo a procedure di asilo coerenti e all’assistenza necessaria. All’arrivo, sono indispensabili processi di registrazione tempestivi e meccanismi di protezione temporanea. Devono essere create vie legali per la migrazione. A tutti vanno offerte condizioni di accoglienza dignitose. Presidente Renzi, renda questo giubbotto inutile. Ci aiuti a garantire alternative umane, dignitose e sicure.