Opinioni

La Grecia fa la proposta sbagliata, dice Keynes

Tra le proposte avanzate dal governo greco per incontrare le richieste dei creditori, ne spicca una che brilla per assurdità. L’aumento dei contributi previdenziali di quasi 4 punti percentuali. Aumentare i contributi previdenziali è sbagliato per diversi motivi che John Maynard Keynes riassunse così in due articoli del 1931*, parlando del piano del governo laburista di Ramsay MacDonald:

“La loro proposta non offre neppure i possibili vantaggi per la nostra bilancia commerciale che potrebbero venire da una riduzione dei salari nell’industria. Difatti non c’è nulla nelle loro proposte diretto a ridurre i costi di produzione; al contrario essi propongono di aumentarli, attraverso l’incremento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro
“… nel frattempo, il governo si è accorto che c’è un solo punto della sua attività che può incrementare i costi di produzione, vale a dire i contributi previdenziali che sono, in effetti, un’imposta sull’occupazione. Così, al fine di dimostrare la sua completa follia, ha deciso di aumentarli.”

Sono parole che Varoufakis e Tsipras dovrebbero ben meditare. Il Fondo Monetario Internazionale ha ben ragione nel sostenere che le misure proposte dal governo greco sono recessive e rendono il debito pubblico meno sostenibile di prima. Esattamente come le misure che lo stesso FMI, insieme al resto della Troika, ha imposto alla Grecia negli anni passati, facendola piombare in una depressione senza pari in tempi di pace**.
Dopo mesi di trattative è ovvio dover cedere su alcuni punti per arrivare ad un accordo. Ma davvero non si capisce come ad Atene sia venuto in mente di avanzare una proposta del genere.
 
* poi ripubblicati in Essays in Persuasion, in italiano Esortazioni e profezie, Il Saggiatore, 2011
** EDIT delle 19.00: Ed esattamente come continua a fare anche ora, come si può vedere dalle richieste di modifiche al piano greco avanzate dal Fondo.