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La figuraccia internazionale di Marione per la vignetta su Auschwitz

Ora sì che Mario Improta è davvero famoso: la sua vignetta su Johnson è stata duramente criticata dall’Auschwitz Memorial e lui invece che chiedere scusa tira fuori un disegno di Vauro e addirittura un frame di un cartone Disney contro il nazismo del 1943. Chissà se Virginia Raggi continuerà a portarlo nelle scuole ad insegnare il senso civico agli studenti di Roma

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Ha fatto molto discutere l’ultima vignetta di Mario Improta, in arte Marione, su Boris Johnson che scappa dall’Unione Europea raffigurata come un campo di sterminio nazista con tanto di insegna che fa il verso alla scritta Arbeit Macht Frei. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha preso le distanze dalla vignetta che «non ha nulla a che vedere con l’amministrazione ma ci tengo a dire che non rappresenta il mio pensiero e contrasta con la mia sensibilità su temi che mi hanno sempre vista impegnata in prima persona» senza però fare il nome di Improta.

Lo spettacolo di Mario Improta che insegna l’Olocausto a quelli che gestiscono il memoriale di Auschwitz

A criticare il disegnino di Marione (che è firmato “Fusaro e Improta” quasi che l’inventore di Vox Italia abbia collaborato alla realizzazione del capolavoro) anche l’account ufficiale dell’Auschwitz Memorial che ha scritto che «è doloroso e offensivo nei confronti della memoria di Auschwitz vedere questo simbolo strumentalizzato in maniera  vergognosa per una battaglia politica». Tradotto: potete pensarla come volete sull’Unione Europea ma tirare in ballo l’insegna messa dalle SS all’ingresso del campo di concentramento non ha nulla a che fare con una critica politica alla UE. Quella di Marione è un insulto alla memoria.

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Lui invece dopo una giornata passata a proporre versioni più politically correct della sua vignetta (ad esempio con Johnson che scappa da un water) questa mattina ha spiegato il senso della sua “opera”. «‪Per quanto mi riguarda l’Unione Europea è un qualcosa di orrendo.‬ ‪Non c’è nulla di più orrendo di un campo di concentramento.‬ ‪Ergo non comprendo in che modo avrei insultato milioni di persone.‬ ‪Salvo che quei milioni di persone non abbiano le rane urlatrici nel cervello».‬

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Evidentemente tra quei milioni di persone che hanno le rane urlatrici nel cervello ci sono anche quelli dell’Auschwitz Memoria. Ma la loro opinione è davvero di poco conto una volta messa di fronte alla satira graffiante di Marione. Anche un bambino si renderebbe conto che l’Unione Europea non è un campo di sterminio nazista, ma Marione riesce ad andare oltre.

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Su Twitter ha infatti iniziato a rispondere all’Auschwitz Memorial “spiegando” a chi custodisce la memoria delle vittime della Shoah che stanno provando a spiegargli che non si dovrebbe utilizzare in maniera egoista quel simbolo solo per farsi pubblicità che la sua è solo una vignetta satirica.

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Non contento Marione ha tirato fuori una vecchia vignetta di Vauro del 2010 per chiedere come mai solo la sua è stata condannata. Per tutta risposta l’Auschwitz Memorial ha immediatamente condannato anche quella di Vauro, ma Mario Improta non è contento, perché dovevano farlo anni fa e mica adesso!

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E mentre tira fuori la Grecia e i bambini morti per colpa della Troika Marione ha anche il tempo di rinfacciare all’Auschwitz Memorial il cortometraggio Disney uscito nel 1943 durante il quale Paperino legge una copia del Mein Kampf. Come gli spiega un utente in realtà quel cartone animato è contro Hitler e il nazismo, tant’è che quello è un incubo di Paperino che si trova a vivere in un mondo governato dai nazisti.

Ma perché Virginia Raggi continua a portare Marione nelle scuole?

Mario Improta però può pensarla come vuole sull’Unione Europea (che definisce “banda di usurai e di strozzini che vuole prendersi il nostro paese”), sulla Brexit e pure sui campi di concentramento se volete. La cosa che lascia perplessi è invece come l’opera Marione, il fumettista, venga utilizzata per insegnare il senso civico ai giovani romani. Virginia Raggi va nelle scuole di Roma con il fumetto realizzato da Marione “Proteggi il cuore di Roma” a spiegare quali sono i comportamenti corretti da tenere in città: non buttare le cartacce, raccogliere le cacche dei cani e così via.

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Anche Improta va nelle scuole a “dialogare” con i ragazzi assieme alla Sindaca, si immagina per spiegare il senso della sua opera. Ma che insegnamenti può dare uno che non rispetta nemmeno la memoria del’Olocausto? D’accordo, Marione si occupa di spiegare agli alunni che bisogna tenere pulita la città, ma forse gli alunni delle scuole romane avrebbero bisogno di qualche lezione di storia e di educazione civica.

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Quindi perché la Raggi continua a portare nelle scuole un personaggio discutibile come Marione e ad utilizzare la sua opera per veicolare concetti come il rispetto delle regole e degli altri? Non è certo la prima volta che Marione è al centro di uno scandalo dovuto ai toni offensivi delle sue vignette o dei suoi tweet. Quella su Auschwitz è l’unica da cui la Raggi ha sentito il dovere di prendere le distanze. Sarà la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso?

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