Opinioni

«La donna violentata a Udine? Se l'è cercata»

@Mario Neri|

giovanni candusso violentata

Giovanni Candusso, consigliere comunale eletto con la Lega (e poi cacciato) nel comune di San Daniele del Friuli, ha pubblicato su Facebook un commento a proposito della donna che ha denunciato una violenza sessuale a Udine accusando la vittima: «La violentata è salita lungo la stradina sterrata verso il castello e si è incautamente fermata a fare foto della piazza. Così è stata comodamente aggredita e violentata, visto il rumore che copriva l’aggressione. In poche parole, se l’è cercata. Lungi da me giustificare l’aggressione, che è da punire». La frase è stata scritta e pubblicata sul profilo Facebook di Telefriuli, a corredo dell’articolo sulla violenza subita da una trentenne la notte di Capodanno, a Udine.

giovanni candusso violentata

Il primo cittadino di San Daniele, Pietro Valent ha condannato la frase: “Da Sindaco di San Daniele, da padre, da marito, da uomo mi dissocio dalle parole del consigliere comunale Candusso sulla vicenda che la notte di capodanno ha visto una giovane ragazza vittima di violenza – scrive in un lungo post pubblicato sul profilo facebook -. Non vi può essere nessuna giustificazione, nessuna attenuante per chi alza anche solo un dito contro una donna, e in generale contro qualsiasi altra persona”. Candusso il 31 ottobre scorso era stato cacciato dalla Lega dopo aver scritto, in relazione al caso Segre: “Ebrei, odiati da tutti, ma stranamente, sostenuti da certa politica di parte. Da sempre sanno fare solo le vittime di comodo… mentre degli 80 milioni di persone, uccise dai comunisti, nel mondo, nessuno ne parla”.

Ieri una donna ha denunciato di aver subito la notte di Capodanno sulla salita del Castello, in centro a Udine. Gli amici della vittima hanno raccolto da lei un primo racconto, fatto subito dopo la violenza. Verifiche saranno effettuate anche sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona che saranno visionate frame per frame alla ricerca di elementi utili. Nonostante lo choc, il buio e la paura, la giovane donna sarebbe riuscita a fornire ai poliziotti una seppur parziale descrizione del suo aggressore, la cui identità è ancora sconosciuta. Il riserbo è massimo per non compromettere gli accertamenti. Non pare, al momento, che vi siano invece testimoni diretti di quanto accaduto quella notte. In piazza, dove era da poco terminato lo spettacolo dei fuochi d’artificio, nessuno si sarebbe accorto di nulla. La violenza sarebbe avvenuta infatti sulla rampa di accesso al Castello, in una zona buia in cui non vi erano molte persone.

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