Economia

La demagogia del binario unico

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Marco Ponti, professore di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, spiega oggi sul Fatto Quotidiano che l’incidente in Puglia poco c’entra con il binario unico e perché sarebbe antieconomico il sistema dei “raddoppi ovunque”:

La gran parte dei treni viaggiano semi-vuoti, nonostante siano talmente sussidiati da avere le tariffe più basse d’Europa. Molti sono poco usati perché esistono servizi di autobus paralleli o migliori, o perché l’automobile privata risulta insostituibile, nonostante sia molto tassata, a causa della dispersione degli insediamenti (questo accade anche al Nord). Poi ovviamente, come ovunque nel mondo, alcuni servizi sono sovraccarichi nelle ore di punta.
Aumentare mezzi e personale nelle ore di punta per i servizi ferroviari costa complessivamente molto caro: un treno costa come dieci autobus, e nelle orenon di punta sarebbe terribilmente sottoutilizzato. Le linee locali al Sud sono a binario unico: lo sono, con limitate eccezioni, ovunque nel mondo, compreso in Svizzera e nel Nord Italia. Una linea a binario unico serve senza problemi 80 treni al giorno, e anche di più con sistemi di blocco avanzati. Sulla linea d el l’incidente viaggiavano circa 60 treni al giorno.

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L’infografica di Cityrailways sul binario unico (FB)

SU QUESTA QUESTIONE in tv e sulla stampa, se ne son lette di tutti i colori, portando acqua al mulino alla non disinteressata campagna dei “raddoppi ovunque”. La decisione di raddoppiare questa linea appare dal punto di vista tecnico, economico e di sicurezza del tutto ingiustificata (ci sono stati incidenti molto gravi in Europa anche su linee a quattro binari, e perfino su quelle di alta velocità). Dove servono davvero i servizi ferroviari locali a semplice o doppio binario? Dove c’è una utilizzazione del servizio che le giustifichi, e in particolare nelle linee di accesso alle grandi aree urbane e metropolitane, dove sono essenziali per ridurre la congestione, e linee ben utilizzate da treni carichi costano anche molto poco alle casse pubbliche, e giovano all’ambiente.
Dove la domanda non potrà mai essere sufficiente (occorrono serie analisi caso per caso, ma diciamo 40 treni carichi al giorno per una linea a semplice binario), si possono fornire eccellenti servizi pubblici con costi inferiori. E occorre farlo,perché ogni euro pubblico sprecato significa un euro pubblico in meno per servizi pubblici di trasporto migliori e più utili.Sempre sesi decide di considerare il trasporto pubblico una priorità sociale prima di altre, scelta discutibile. Ma le varie corporazioni premono e hanno molta voce in Parlamento.

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