Opinioni

«La corruzione inizia dal parrucchiere»

Una lettera firmata inviata oggi alla posta di Repubblica e indirizzata a Corrado Augias ci spiega che la corruzione inizia dal parrucchiere:
parrucchiere cinese
Il testo della lettera:

Caro Augias, il mio parrucchiere cinese a Roma non rilascia gli scontrini. So che bisognerebbe comunicarlo ai Vigili o alla Finanza, ma noi clienti non lo facciamo e non perché non siamo consapevoli che si tratta di cosa illegale ma per un altro più sottile e purtroppo triste motivo. Non lo facciamo perché siamo convinti che, anche qualora denunciassimo l’abuso, non accadrebbe nulla (io l’ho fatto una volta per un noto negozio di abbigliamento ma senza alcun risultato).
In effetti ognuno di noi sospetta che il parrucchiere, considerata la sicurezza che ostenta nel non consegnare mai, ripeto mai, lo scontrino, abbia un qualche accordo sotterraneo con le forze dell’ordine che gli garantisce l’assoluta impunità. Il punto deprimente non è tanto che l’accordo esista o meno né che il parrucchiere accumuli ricchezza evadendo il fisco, ma che noi non riusciamo a fare a meno di pensare che tale accordo ci sia dando così per scontato che le nostre forze dell’ordine siano corrotte.