Opinioni

La correzione di rotta di Pietro Grasso sui vaccini

Nella puntata di Agorà dell’11 gennaio scorso Pietro Grasso se ne era uscito con una dichiarazione un po’ curiosa sui vaccini, sull’obbligo e sulla raccomandazione:

“Grasso: Per me è stato un problema di informazione, secondo me ha fatto bene il Veneto dove i vaccini sono stati accettati perché è stata fatta una politica di informazione. Al di là della obbligatorietà, al di là del problema […] per me è importante che ci sia questa sicurezza sanitaria, però l’informazione è importante.
Conduttrice: Però il Veneto non era d’accordo con l’obbligatorietà.
Grasso: Però ha raggiunto gli stessi effetti con l’informazione”.


Le dichiarazioni di Grasso erano state sottoposte a fact-checking da Lavoce.info, che aveva dimostrato che le affermazioni del leader di LeU erano sbagliate: «In sostanza, in Veneto le coperture non raggiungono la soglia obiettivo dell’obbligatorietà vaccinale del 95 per cento e sono addirittura ben inferiori alla media italiana. Per quanto possa essere auspicabile, non è dunque vero che in Veneto l’informazione abbia raggiunto gli stessi risultati dell’obbligatorietà. Nell’attesa che Pietro Grasso comunichi agli elettori una posizione chiara sulle vaccinazioni, la sua dichiarazione – alla luce dei dati – non può che risultare FALSA».
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Oggi Pietro Grasso è tornato sull’argomento sulla sua pagina Facebook dove, senza correggere in alcun modo le affermazioni precedenti né citare il Veneto o LaVoce.info, sposa però una posizione politica di fondamentale accoglimento (attuale) dell’obbligo a causa del calo delle coperture vaccinali, auspicando che un’informazione capillare ed efficace porti ad una scelta volontaria, consapevole e responsabile in futuro. In pratica è la stessa posizione del M5S. E appoggia la scelta del governo di reintrodurre l’obbligo nella situazione data.

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