Politica

La clausola di salvaguardia di Tria

giovanni tria 1

Anche il ministro Tria ha una clausola di salvaguardia. In una lunghissima e completa intervista rilasciata oggi al Sole 24 Ore il responsabile di via XX Settembre nel frattempo dipinto sull’orlo delle dimissioni smentisce, come prammatica richiede, di voler lasciare la poltrona e spiega i dettagli del DEF; in particolare, introduce un interessante nuovo concetto di clausola di salvaguardia:

Le misure di spesa, però, restano in campo. Perché questo non dovrebbe sollevare il rischio di un aumento di deficit.

Perché l’accordo che abbiamo raggiunto nel governo si basa anche su una clausola di salvaguardia che ho chiesto, e che ribalta la prospettiva rispetto alle clausole utilizzate finora. Negli ultimi anni sono state introdotti meccanismi di aumento automatico dell’Iva che poi sono stati quasi sempre “disinnescati”, come si dice, modificando al rialzo gli obiettivi su deficit e debito.

La sola presenza di questa minaccia di aumenti fiscali, però, è dannosa perché se i cittadini vivono sotto l’incubo di un futuro aumento delle tasse non spenderanno neppure quel che avranno ottenuto in più oggi. Mentre se l’aggiustamento è dalla parte della spesa non dovranno temere di restituire quel che oggi hanno avuto. Con la manovra cambiamo l’ottica perché il programma complessivo di riforme che sarà avviato sarà anche sottoposto a un monitoraggio sulle uscite.

Se la scommessa sulla crescita verrà persa o solo parzialmente vinta, i programmi conterranno una clausola che prevede la revisione della spesa in modo che l’obiettivo di deficit per i prossimi anni non sia superato rispetto al limite posto. In altri termini, a differenza delle manovre degli anni scorsi, quello che scriviamo nel Def è un obiettivo di deficit “pulito”, nel senso che non è artificialmente abbassato da una clausola sulle entrate che già si sa che non sarà rispettata e che implicherebbe un aumento della pressione fiscale.

Il concetto di partenza è interessante. Chissà cosa succederà quando verrà applicato. Probabilmente dovrà ancora telefonare Mattarella per fermare dimissioni che il ministro non ha mai voluto dare.

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