Economia

La classifica della raccolta differenziata

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Nel 1997 l’allora ministro dell’Ambiente Edo Ronchi firmò un decreto che disciplinava lo smaltimento dei rifiuti. Tra le finalità si legge: «La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata dal presente decreto al fine di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi». Oggi alla Camera dei deputati la Fondazione per lo sviluppo sostenibile presenterà un bilancio sulla gestione dei rifiuti e del riciclo che il Corriere ha potuto analizzare in anticipo e illustra in un articolo a firma di Alessio Ribaudo:

Nel 2015, la raccolta differenziata è arrivata mediamente al 47,6 per cento e il riciclo/recupero di materia dei rifiuti speciali è aumentato da 13 a 83,4 milioni di tonnellate. Tutto ciò nonostante i rifiuti urbani prodotti siano aumentati di quasi tre milioni di tonnellate. Mentre quelli smaltiti in discarica sono scesi al 26 per cento. Insomma, qualcosa è cambiato, in positivo, nella sensibilità verso l’ambiente.
Non a caso, secondo un’indagine di Ipsos, promossa dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai), il 93 per cento degli italiani considera la differenziata un’utile necessità e il 91 per cento la mette al primo posto tra i comportamenti anti spreco e tra le buone abitudini ambientali. Il 32 per cento poi è convinto che non rappresenti un problema ma una risorsa. Il 58 per cento è più attento al riciclo dei materiali anche se il 68 per cento non nasconde la fatica di gestire una quantità sempre più crescente di rifiuti.

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La classifica della raccolta differenziata regione per regione (Corriere della Sera, 7 febbraio 2017)

Fra le regioni virtuose spiccano il Veneto (68,8%), il Trentino Alto Adige (67,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (62,9). Invece, fra le città metropolitane guida Venezia (63,3%), seguita da Milano (56,1%) e Firenze (53,2). Fanalino di coda è, invece, Palermo (7,8%) con appena 36,4 chili per abitante riciclati ogni anno. Ci sono comunque ritardi in alcune grandi città come Roma (38,1%) e in cinque regioni del Sud: Basilicata (30,9%), Puglia (30,1%), Molise (25,7), Calabria (25%), Sicilia (12,8%).

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