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La campagna elettorale è finita: il grande ritorno del tritovagliatore a Ostia

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Era il 22 giugno 2017 quando l’assessora ai rifiuti di Roma Pinuccia Montanari faceva sapere che il tritovagliatore mobile di AMA non sarebbe andato ad Ostia: “Uno dei siti individuati era Romagnoli nell’area industriale di Ostia. Ma non collocheremo e utilizzeremo il tritovagliatore qui” perché “stiamo individuando altri siti industriali nella città di Roma. Spero a breve di dire quale sara’ il sito perché forse ne abbiamo già individuato uno lontano dalle case, in una zona industriale, e in un capannone chiuso”.

La campagna elettorale è finita: spunta un tritovagliatore a Ostia

Sono passati appena cinque mesi, a Ostia si è votato e ha vinto il MoVimento 5 Stelle: ieri l’assessore ai rifiuti della Regione Lazio Buschini, rispondendo a un’interrogazione dell’opposizione, ha fatto sapere che l’iter autorizzativo per portare il tritovagliatore nella sede AMA di via dei Romagnoli è in dirittura d’arrivo. Ora, di solito uno non chiede un’autorizzazione per fare una cosa che non vuole fare. Eppure l’assessora Montanari ieri spiegava all’agenzia di stampa ANSA che è andata proprio così, ovvero che l’AMA ha chiesto l’autorizzazione a portare a Ostia il tritovagliatore ma non vuole farlo:  “Le autorizzazioni richieste in Regione sono una procedura di rito per mantenere nelle disponibilità di Ama un piccolo tritovagliatore mobile. Si tratta di una macchina che non serve nella gestione ordinaria dei rifiuti e che, tra le altre cose, vogliamo trasferire in altra località. Con il trattamento negli impianti attivi, la situazione è assolutamente sotto controllo, grazie anche agli accordi sbloccati con le Regioni Toscana e Abruzzo. Roma, al momento, non ha bisogno di alcun tipo di misure urgenti”.

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Il ciclo dei rifiuti a Roma (La Stampa, 10 maggio 2017)

Ora, avrete notato anche voi che cinque mesi fa la Montanari diceva che stavano individuando una nuova area per il tritovagliatore e cinque mesi dopo continua a dire di voler trasferire il tritovagliatore “in altra località” senza dire quale: significa che cinque mesi sono passati ma una nuova sede per il tritovagliatore non è stata trovata. Il giochetto politico è chiaro e limpido: il tritovagliatore andrà a Ostia in via dei Romagnoli per essere utilizzato in caso di necessità, al contrario di quello che è stato detto prima della campagna elettorale nel X Municipio per ovvie ragioni. Poi, forse, se càpita, quando la Montanari avrà finalmente trovato la fantomatica “altra sede” inizierà un altro iter autorizzativo (per il primo ci sono voluti appena sei mesi, quindi non c’è fretta) per portarlo da un’altra parte non appena i cittadini cominceranno a protestare.

I rifiuti in Toscana «per la tranquillità dei cittadini»

E non finisce qui. Perché ieri sempre l’ANSA ha spiegato che partiranno a giorni i primi carichi di rifiuti da Roma verso la Toscana e a dare l’ok per l’uso degli impianti è stato anche l’Abruzzo, per far passare un “Natale sereno” sul fronte dell’immondizia a Roma: “Abbiamo aperto i canali per garantire a Roma un periodo di Natale ed oltre, assolutamente tranquillo. Domani è previsto un primo conferimento di prova fuori regione e i primi carichi partiranno già nei prossimi giorni. La situazione è sotto controllo, anche a fronte della maggiore produzione di rifiuti prevista per il periodo natalizio”. I cittadini staranno sicuramente tranquilli non vedendo cassonetti strapieni per settimane, anche se forse starà più tranquilla l’amministrazione. Quello che però sembra sfuggire è il costo di queste operazioni.

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Uno sfottò della pagina FB Catalogo AMA sui rifiuti abbandonati a Roma

La Regione ricorda che nel corso del 2017 Roma Capitale ha esportato circa 110.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (40.000 Abruzzo e 70.000 Austria), 200.000 tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata (Friuli, Lombardia e Veneto), circa 150.000 tonnellate di rifiuti combustibili (Lombardia, Emilia-Romagna) e circa 250.000 tonnellate di rifiuti da interrare (Emilia-Romagna, Toscana, Puglia). Roma vengono “esporta” in altre province laziali (Latina, Frosinone, Viterbo) circa 200.000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati. Inoltre l’Assessore regionale all’Ambiente ricorda che la Capitale «impegna spazi importanti delle discariche di Frosinone e Viterbo (sia con rifiuti lavorati nei suoi Tmb che con suoi rifiuti lavorati nei Tmb di altre province) ed impegna l’inceneritore di San Vittore al 50% (il restante serve le altre province laziali)». Chi pagherà il conto di tutto ciò? I cittadini. Ecco perché Tranquillo a Roma ha fatto una brutta fine.

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