Opinioni

La bufala della scuola di Firenze che annulla la visita alla mostra per i crocefissi

La Nazione di ieri ha pubblicato la storia di una visita alla mostra «Divina bellezza» a Palazzo Strozzi con dipinti straordinari (tra i quali la Crocifissione Bianca di Chagall, molto amata dal Papa) «annullata dalla scuola per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche» degli alunni di terza elementare. Mentre a Firenze si svolge il Convegno ecclesiale nazionale, il ministero decide di inviare un ispettore e politici e istituzioni condannano la decisione. Scrive la Nazione:

Il consiglio interclasse del 9 novembre scorso ha deciso di annullare, per tutte le terze elementari della scuola, la già programmata visita alla mostra «Bellezza Divina» in corso a Palazzo Strozzi. Motivazione: usata per cancellare dalla vista le opere di Van Gogh, Chagall, Fontana, ma anche Picasso, Matisse e Munch: «Per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra».
Due righe, nero su bianco, prese dal verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe e distribuito a tutti i genitori. Parole che hanno letteralmente scioccato la stragrande maggioranza di padri e madri. «Ma come – si sono chiesti nell’immediato tam tam che si è scatenato dopo la comunicazione – vuol dire che d’ora in poi i nostri figli non potranno più studiare storia dell’arte, in gran parte basata proprio sull’arte sacra». E ancora: «È pazzesco! – scrive un altro genitore – Noi stiamo a Firenze! Vedremo quindi negate ai nostri bambini le gite in Santa Croce, in Duomo, le visite agli Uffizi perché ci sono figure sacre? Annulliamo le lezioni di storia dell’arte (quella italiana è tutta basata sul cristianesimo) perché si rischia di offendere qualche piccola anima? Questi ragazzi cresceranno senza poter studiare Dante Alighieri e la Divina Commedia? Queste sono le basi della nostra cultura, non è solo un problema religioso».

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Solo che c’è un problema. Alessandro Bussotti, il dirigente scolastico della scuola elementare “Matteotti” di Firenze nega le accuse in una lettera al direttore del quotidiano La Nazione, che ha riportato oggi la notizia. “Nel servizio si fa riferimento a voci che non trovano alcun riscontro nella realtà, né tantomeno a posizioni espresse ufficialmente dai docenti della scuola – precisa Bussotti -. Nel corso del consiglio di interclasse non è stata pronunciata la frase pubblicata sul suo quotidiano, presumibilmente desunta da una ricostruzione fatta in modo soggettivo da un rappresentante dei genitori. La visita alla mostra non è stata annullata in quanto mai prenotata. Le visite a musei o mostre sono oggetto di valutazione in seno all’attività di programmazione, alla cui base sono solo motivazioni esclusivamente di natura didattica, proprie della professionalità docente e non certamente mai di ordine religioso”. “Il presunto caso è smentito di per sé dalla tradizione di rispetto, libertà, dialogo e tolleranza che ha sempre caratterizzato la scuola Matteotti – conclude Bussotti -, valori che contraddistinguono la nostra cultura, intesa come patrimonio di ricerca della verità per il tramite delle sue radici storiche, di cui la dimensione religiosa è componente ineludibile, nel suo reciproco relazionarsi con tutte le altre”.

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La lettera del dirigente scolastico al direttore della Nazione