Opinioni

La bimba che sembrava avere il tetano in realtà… aveva il tetano

Vi ricordate la storia della bimba non vaccinata che sembrava avere il tetano a Torino? Una miriade di piccoli investigatori nei giorni scorsi si era prodigata a spiegare che non era certo che avesse il tetano perché le analisi non erano state concluse, e quindi chissà cosa c’era sotto.
tetano bambina torino
Anche il padre della bambina aveva sollevato dubbi sulla questione in un’intervista alla Stampa di Torino: “Non siamo attivisti No Vax, se è quello che pensa la gente. Io e mia moglie crediamo che sul tema dei vaccini ci sia tanta disinformazione e che ognuno difenda le proprie posizioni senza però dare risposte chiare ai cittadini. Le stanno facendo tutti gli accertamenti e tutte le terapie per i curare i sintomi, ma non c’è un dato certo. Per ora tutti gli esami che le hanno fatto sono negativi, di altri i risultati devono ancora arrivare”.

bambina tetano torino
Domande e risposte sul tetano (La Repubblica, 9 ottobre 2017)

Ebbene, saranno tutti certo contenti di sapere che la malattia della bambina, che aveva tutti i sintomi del tetano e mentre il suo corpo rispondeva alle cure per il tetano, in realtà… era proprio tetano. Lo ha detto oggi all’ANSA il dottor Giorgio Ivani, primario di Rianimazione all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino: “La diagnosi clinica ci ha permesso di stabilire con certezza che si tratta di un caso di tetano”. La piccola paziente resta ricoverata. Gli esami ematologici hanno inoltre confermato che non era vaccinata. Come suggerito dagli infettivologi della Città della Salute, e come previsto dalla prassi, è stata vaccinata. La Rianimazione del Regina Margherita, ricorda ancora il primario Ivani, è stata una delle prime in Italia “a consentire ai genitori di assistere i piccoli pazienti giorno e notte”. E’ il caso anche della bimba, per la quale non è stato possibile accertare il modo in cui ha contratto la malattia. “Apparentemente la paziente non presenta segni di ferite”, conclude il dottor Ivani. “La letteratura indica un rischio di crisi per almeno trenta giorni – ha detto il primario – e trattandosi di una bambina piccola, che al momento del ricovero presentava sintomi importanti, è necessario che sia tenuta sotto stretto controllo per almeno un mese, benché sia cosciente e orientata”

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