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La bambina non vaccinata a rischio tetano a Torino

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Una bambina di sette anni, italiana, è ricoverata nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino perché sospettata di avere il tetano. Le analisi hanno confermato che non era stata vaccinata contro la malattia. La Stampa, in un articolo a firma di Alessandro Mondo, racconta che dall’ospedale, pur invitando alla prudenza, parlano di «sospetto caso clinico di tetano»: i sintomi sono giudicati compatibili.

Non a caso, è stato avviato, a prescindere, il trattamento contro la tossina prodotta dal batterio somministrando immunoglobuline alla piccola paziente. Nello stesso tempo, un campione di sangue è già stato inviato all’ospedale Amedeo di Savoia, specializzato nella diagnosi e nella cura delle malattie infettive: i risultati delle contro-analisi sono attesi nei prossimi giorni. Quanto alla bambina, non è intubata ma sedata: la prognosi è riservata. Una volta in pronto soccorso i medici, oltre a stabilizzarla e ad avviare comunque il trattamento contro il tetano, l’hanno sottoposta ad una serie di esami per escludere danni di carattere neurologico: compresa la risonanza magnetica.

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Come si contrae il tetano (infografica da: Medicina360)

La bambina è attualmente cosciente ma scossa da convulsioni e contrazioni irrefrenabili. I campioni di sangue dovrebbero dare a breve il responso mentre la ragazzina è già in terapia intensiva. Nel giugno scorso un bambino era stato ricoverato in Sardegna: il bimbo è arrivato nell’ospedale di Oristano con la malattia già in stadio conclamato. Ad allertare i medici sono stati alcuni sintomi, come la paralisi facciale, che non rispondevano alle terapie cortisoniche inizialmente proposte.

Il calo delle coperture vaccinali del tetano


La vaccinazione rappresenta “l’unica arma per prevenire il contagio da tetano ma, purtroppo, negli ultimi anni si è registrato un calo delle coperture vaccinali anche per questa patologia”. A sottolinearlo, dopo l’allarme per il sospetto caso di tetano in una bimba di 7 anni non vaccinata e ricoverata a Torino in gravi condizioni, è il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza. La vaccinazione antitetanica, spiega l’esperto, “non determina ‘immunità di gregge’ perchè questa malattia non si trasmette da persona a persona, tuttavia risulta essere fondamentale poichè il batterio del tetano sopravvive nell’ambiente e nel terreno dal momento che è eliminato sotto forma di spore con le feci di alcuni animali. Dunque, basta ferirsi entrando accidentalmente in contatto con terreno contaminato per contagiarsi, e la malattia – ricorda – in alcuni casi può anche avere esiti letali”. L’unico modo per proteggersi, afferma Rezza, “è quindi la vaccinazione, che è tra le 4 obbligatorie ormai da decenni, da somministrare nel primo anno di vita del bambino con successivi richiami, ed ora inclusa anche tra le 10 vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione a scuola”. Purtroppo, rileva, “dal 2013 si registra un calo delle coperture vaccinali in generale ed anche per questa patologia, con una copertura che si colloca sotto la soglia minima di sicurezza del 95% fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità”. L’invito è quindi quello a “vaccinare i figli, poichè anche una malattia come il tetano, che almeno nei bambini sembrava essere quasi del tutto debellata, sta ora ricomparendo, perchè – conclude l’epidemiologo – è proprio la vaccinazione che ‘tiene sotto controllo’ questo pericoloso batterio che, non dimentichiamolo, resta comunque sempre presente nell’ambiente”.

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