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Elio Vito, il forzista che difende il Ddl Zan. “Dalla destra argomenti grotteschi” | L’INTERVISTA

Il deputato di Forza Italia Elio Vito, in contrasto con i vertici del suo partito, si schiera a favore del ddl Zan e parla del dibattito al Senato che sulla richiesta di modifiche al testo è sfociato – secondo lui – nel “grottesco”

Elio Vito è in Forza Italia dal 1994. Napoletano, deputato dal ’92, quando entra in parlamento con i Radicali, dal 2008 al 2011 è stato anche ministro per i rapporti con il Parlamento nel quarto governo Berlusconi. Con gli azzurri condivideva gli ideali europeisti e liberali messi in crisi recentemente dalle ultime scelte, sempre più appiattite sul modello leghista. In questi giorni, nei quali si discute sull’approvazione del ddl Zan, lui che ne ha votato la versione arrivata al Senato è più che mai in contrasto con i vertici del suo partito e con svariati suoi colleghi.

A chi è capitato di seguire la discussione a Palazzo Madama, è sembrato che quanto viene detto lì dentro abbia come presupposto l’idea che le persone siano facilmente manipolabili. Ma in realtà il testo parla, e parla chiaro. Ci sono concetti tirati fuori dai suoi colleghi che sono del tutto decontestualizzati…

Io sono convinto che gli argomenti che la destra sta utilizzando “grotteschi” per non dire altro, e finiscono per essere controproducenti per chi li promuove. Si coprono di ridicolo con cose che non hanno nulla a che vedere con la legge, come l’utero in affitto, lo smalto per gli uomini. Questo testimonia la grande difficoltà che hanno ad entrare nel merito. Perché nel merito è difficile opporsi a quei contenuti, che sono già presenti in risoluzioni del Parlamento europeo e che la destra ha anche votato. Ma se sui contenuti c’è poco da dire, allora votiamolo.

Secondo lei perché c’è questa difficoltà a prendere di petto il testo?

Perché purtroppo la politica in questi ultimi anni è diventata questo, una cosa che prescinde dal merito e dai contenuti e serve solo ad aizzare le tifoserie. Segue gli orientamenti dei like e dei follower, a me piace confrontarmi con chi la pensa diversamente da me.

Non a caso lei è diventato una vera star di Twitter, dove risponde praticamente a chiunque fornendo spiegazioni precise sulla legge

Quello che mi piace è poter interloquire con persone che non conosco. Con gli sconosciuti di cui ci insegnano a diffidare. Ogni tanto ci metto un po’ di ironia, ma quello è il mio carattere. Penso sia meglio parlare con chi non si conosce, piuttosto che con i colleghi. Cerco di uscire dalla mia bolla, mi seguono persone di sinistra, grillini. Credo che metaforicamente è quello che dovrebbe fare la politica, non parlare solo con i propri seguaci, seguire l’orientamento del proprio elettorato. Una logica che potrebbe essere utile a Forza Italia, allargare invece di chiudersi.

Queste idee la fanno sentire solo all’interno del suo partito? Che rapporti ha con i colleghi?

Io con i colleghi ho buoni rapporti, non credo di essere solo nell’elettorato di Forza Italia. Diversi sondaggi testimoniano che almeno la metà degli elettori è favorevole al Ddl Zan, questa metà deve pur avere una rappresentanza in Parlamento. Con i dirigenti sono in aperto dissenso, hanno schierato il partito in questi anni su posizioni che non appartengono alla nostra tradizione liberale ed europeista. Inutile fare richiami all’Europa se poi sei con Orban e non con la Von Der Leyen. Ed è un problema in cui ci hanno portato i vertici.

Ha detto più volte di non voler lasciare Forza Italia. Neanche se entrasse nella cosiddetta “federazione” con Lega e Fratelli d’Italia?

No, perché credo in un’altra proposta che ho fatto per il centrodestra: dovremmo dar vita a un “polo riformatore” che tenga dentro le forze riformatrici, liberali, che sostengono il governo Draghi, come Toti, Calenda, Renzi. Così non saremmo subalterni alla Lega, ma avremmo un ruolo più centrale. Ci saremmo risparmiati di dover rinunciare alla nostra identità. Come facciamo a federarci con chi sottoscrive una “carta dei valori” con Orban e Le Pen? I vertici del partito hanno fatto la scelta più comoda.

Che però per Forza Italia si è rivelata controproducente

Abbiamo perso il nostro elettorato, perché la brutta copia nessuno la vota se c’è l’originale.

E allora cosa la lega ancora a Forza Italia?

I valori. Io sono rimasto coerente con i valori di Forza Italia, sono i vertici che li hanno traditi.

Una domanda secca. Secondo lei i diritti sono una cosa di sinistra?

No.

E perché sembra sia così?

È la destra in Italia che si è caratterizzata così. Il matrimonio egualitario in Inghilterra è stato introdotto dai conservatori. Una legge simile al ddl Zan, in Francia, è stato votato dai conservatori.

Ma come è possibile che Berlusconi sia il primo a parlare di maternità surrogata e famiglia tradizionale in un discorso che non c’entra nulla?

Sono argomenti ridicoli. Li usano perché credono di racimolare più consenso in questo modo, ma non è così.

Lei stamattina rilanciava la proposta di Barbara Masini, senatrice di Forza Italia pro ddl Zan: abolire gli articoli 1 e 4 della legge, e rimuovere dall’articolo 7 il riferimento alle scuole elementari facendo partire la sensibilizzazione dalle medie.

Io ho votato il testo alla Camera, e Barbara dice che il testo lo voterebbe al Senato. Ma se proprio c’è da modificarlo, noi abbiamo fatto le nostre proposte, per non essere succubi di quelle della Lega e Italia Viva che eliminerebbero l’identità di genere, escludendo un sacco di persone dalle tutele della legge. Noi vorremmo togliere l’articolo 1, perché contiene tutte definizioni già acquisite nel nostro ordinamento. Togliamo un alibi ai detrattori della legge e li mettiamo alla prova del voto. Per quanto riguarda l’articolo 4, Mariastella Gelmini disse a Zan che se non ci fosse stato Forza Italia avrebbe votato la legge. Preciso che si tratta solo di una giornata di sensibilizzazione, non c’è nessun “indottrinamento gender”. La giornata contro l’omotransfobia c’è in tutto il mondo, se ritengono che sia prematuramente affrontato la togliamo dalle elementari la mettiamo alle medie. È una mediazione accettabile e ragionevole, anche Zan la pensa così.

Però siamo d’accordo che entrare nelle scuole con certi temi sia una cosa importante?

Per me è più importante delle pene. La fase di cultura e prevenzione tra i giovanissimi, dove iniziano le discriminazioni, ha più rilievo della punizione.

Non rischiate di offrire la testa a Lega e Italia Viva con queste concessioni?

Sì, ma noi facciamo politica, non possiamo nemmeno rischiare di seguire Letta e far saltare la legge. Per evitare che passassero modifiche peggiori, dovevamo fare una proposta anche noi.

Secondo lei il testo così com’è passa a scrutinio segreto?

Sì, col voto segreto passa. Dentro Forza Italia, dentro la Lega, nel partito di Toti, ci sono persone che lo voterebbero. Ci metterei la mano sul fuoco.