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L’intervento commosso di Francesca Anna Ruggiero (M5s) sul fine vita dedicato a suo padre | VIDEO

Francesca Anna Ruggiero, deputata del Movimento 5 Stelle, parla in Aula nel primo giorno di discussioni sul ddl eutanasia. Ha dedicato l’intervento, commosso, a suo padre

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Dopo l’approvazione nei giorni scorsi in Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, il disegno di legge sul suicidio assistito è stato discusso oggi a Montecitorio. Al netto del referendum promosso dai radicali e che si terrà in primavera, una sentenza della Corte Costituzionale risalente a tre anni fa sollecitava il Parlamento a legiferare sul tema. Ma ora che il provvedimento è a un momento cruciale, in Aula – come spesso accade di lunedì – c’erano poco più di 25 parlamentari. Tra questi Francesca Anna Ruggiero del Movimento 5 Stelle, collega di partito di Nicola Provenza, che insieme a Alfredo Bazoli del Partito democratico era stato relatore della legge. Ruggiero ha fatto un lungo intervento parlando ai (pochi) presenti, fino a commuoversi. “Oggi sta iniziando una discussione epocale – ha detto – su uno dei diritti civili fondamentali, il diritto all’autodeterminazione che sul tema del fine via consente di porre fine alle proprie sofferenze”.

Il commosso intervento di Ruggiero sul suicidio assistito

A un certo punto la voce della deputata si rompe, e la donna riesce a fatica a portare avanti il discorso: “Questo testo arriva in aula dopo tre anni dalla calendarizzazione e molti rinvii e concretizza la possibilità di far fare un salto in avanti al nostro Paese che potrà dotarsi di norme certe per andare incontro a malati senza speranza. Dopo la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento possiamo scrivere un’altra importante pagina di storia sul fronte dei diritti”. “Il Parlamento – aggiunge – deve rispondere nella maniera più equilibrata possibile all’esigenza di coloro che chiedono di porre fine alla loro indicibile sofferenza nel pieno rispetto della dignità e dell’autodeterminazione della persona”. Quindi termina l’intervento con un appello, e con la spiegazione della sua commozione: “Non sprechiamo quest’occasione per rendere l’Italia un paese all’avanguardia nei diritti, aiutiamo chi vuole porre fine alle proprie sofferenze e vuole farlo in Italia circondato dall’affetto dei propri cari. Dedico questo intervento a mio padre, grazie”.

Nel 2019 la stessa Corte Costituzionale aveva indicato quattro pilastri che sarebbero dovuti essere alla base del testo sul suicidio assistito: che il paziente sia in grado di intendere e volere, che sia affetto da una malattia non reversibile, che abbia sofferenze psichiche o fisiche intollerabili, che dipenda da presidi vitali. Il disegno di legge, nel corso dei lavori in commissione, ha accolto alcune delle richieste del centrodestra, come l’introduzione della possibilità di obiezione di coscienza.