Economia

Il pasticcio dell'INPS e il caos sui voucher dopo l'abrogazione

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Il Governo abolisce i voucher e il sito dell’INPS va in blocco e non consente di attivare quelli acquistati prima di venerdì 17, l’ultimo giorno entro il quale era possibile acquistare i buoni lavoro prima dell’abrogazione. Per tutta la giornata di ieri (lunedì 19) la sezione del sito dell’INPS nella quale è possibile attivare i buoni, presa d’assalto dai committenti, non è stata raggiungibile e non è stato possibile attivare i voucher. L’Istituto di Previdenza ha spiegato il black out con necessità di aggiornare il software che gestisce il sistema dei voucher «la procedura di attivazione era stata bloccata per procedere a modifiche tecniche» per «inibire l’acquisto e il
pagamento e lasciare in essere solo il processo di attivazione».

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Fonte: Il Messaggero del 21/03/2017

Il black out del sito dell’INPS sui voucher

La situazione sembra essere ora tornata alla normalità ma il black out di ieri è la diretta conseguenza delle modalità con le quali il governo Gentiloni ha deciso di fare marcia indietro sui voucher per evitare il referendum della CGIL. La repentina abolizione dei voucher – che però potranno essere utilizzati per pagare le prestazioni lavorative fino al 31 dicembre 2017 – non è stata accompagnata da una fase transitoria. I committenti, ovvero i datori di lavoro, hanno avuto pochi giorni per accaparrarsi gli ultimi voucher disponibili che però dovranno bastare fino alla fine dell’anno e per questo motivo c’è chi ne ha fatto incetta per poter far fonte alle evenienze dei pagamenti. Nel caos degli ultimi giorni dei buoni lavori ci si è messa anche Poste Italiane che sabato ha continuato a vendere i voucher nonostante fosse già scattato il divieto. Per tutti coloro che hanno comprato i buoni lavoro sabato non sarà possibile effettuare la procedura di attivazione sul portale dell’INPS e sarà necessario chiedere un rimborso.

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Sul sito dell’INPS la situazione sembra essere tornata alla normalità

Il rischio di black out normativo scongiurato dal Ministero

Il caos dell’INPS però non è dovuto unicamente agli adeguamenti tecnici necessari – da attuarsi in tempi brevi – per rendere operativo il sito in base alla nuova normativa ma soprattutto al modo con cui il Ministero del Lavoro sta gestendo il passaggio a nuove e ancora da scoprire forme contrattuali che andranno a sostituire i voucher. Le associazioni di categoria e i consulenti del lavoro denunciano infatti che con il decreto legge che ha sancito l’abrogazione degli articoli  48, 49 e 50 del decreto legislativo 81 del 15 giugno 2015, ossia gli articoli del Jobs Act che regolano il lavoro accessorio, è stato lasciato aperto un vuoto normativo nel quale chi utilizza i voucher per pagare prestazioni lavorative lo farebbe senza una legge che ne disciplini l’uso. A denunciarlo è la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro  che denuncia le conseguenze dell’improvvisa abolizione totale dell’utilizzo dei ticket creando un vulnus molto importante a livello normativo. Secondo i Consulenti del Lavoro la legge ora non definisce più gli aspetti essenziali del lavoro accessorio: definizione, campo di applicazione, sanzioni, aspetti previdenziali. Le norme abrogate prevedevano i limiti economici, unico elemento definitorio sostanziale, lo speciale regime per l’agricoltura, le modalità di accesso al lavoro accessorio, fino ad un recente obbligo di comunicazione preventiva ed un conseguente apparato sanzionatorio specifico in caso di violazione. Tutti aspetti che erano disciplinati dagli articoli abrogati con il decreto legge numero 25 del 17 marzo e quindi secondo gli esperti «ci si troverà di fronte alla necessità di gestire un rapporto di lavoro privo di una disciplina propria. Anzi, senza regola alcuna». In poche parole il rischio è che vengano a cadere i limiti sull’utilizzo dei voucher e soprattutto l’obbligo di tracciabilità che prevede che il datore di lavoro comunichi con almeno un’ora di anticipio via SMS l’attivazione del buono lasciando il settore in una deregolamentazione pressoché totale. Ai timori di committenti, lavoratori e consulenti del lavoro ha risposto il Ministero del lavoro con una nota dove si precisa che nel periodo di transizione l’utilizzo dei voucher sarà regolamentato dalle norme abrogate:

L’utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, nel periodo transitorio, dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto. Il decreto legge 17 marzo 2017, n° 25 “Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti’ dispone, al primo comma dell’articolo 1, l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 51 del Decreto Legislativo n°81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio. Al comma 2 la norma prevede che possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017 i buoni per prestazioni di lavoro accessorio richiesti alla data di entrata in vigore dello stesso decreto

Stando a quanto spiega il Ministero quindi l’utilizzo dei voucher già acquistati sarà regolamentato secondo le disposizioni degli articoli abrogati. Rimane però il dubbio riguardante le forme contrattuali flessibili che andranno a sostituire i voucher e – come denuncia il presidente della FIPE Enrico Stoppani non è chiaro come potranno fare i datori di lavoro a far fronte ai picchi del lavoro stagionale in vista dell’estate.

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