Economia

Sorpresa: l’INPS richiama al lavoro i medici usciti con quota 100

Una circolare dell’istituto di previdenza concede di cumulare la pensione con l’attività lavorativa per far fronte all’emergenza Coronavirus. Ma vi ricordate chi li aveva mandati in pensione?

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Medici e infermieri andati in pensione con Quota 100 potranno lavorare cumulando la pensione con l’attività lavorativa per fare fronte all’emergenza Covid 19. Lo si legge in una circolare dell’Inps in applicazione del decreto del 9 marzo. “Nei confronti del personale medico e di quello infermieristico, già titolare di trattamento pensionistico Quota 100, al quale sono stati conferiti incarichi di lavoro autonomo per fare fronte all’emergenza COVID-19, – si legge – non trovano applicazione le disposizioni in materia di incumulabilità tra pensione e reddito da lavoro autonomo”.

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Anche il Presidente della Regione Attilio Fontana nel frattempo ha deciso di richiamare al lavoro medici ed infermieri che sono andati in pensione. Ma non basta: mancano 56mila medici, 50mila infermieri e sono stati soppressi 758 reparti in 5 anni scriveva L’Espresso a fine febbraio spiegando che la mossa di ricorrere ai pensionati è disperata, e inutile. Il provvedimento fortemente voluto dalla Lega e dal MoVimento 5 Stelle del Conte 1 per cancellare la Fornero ha consentito a parecchi medici e infermieri di andare in pensione. A marzo del 2019 Quotidiano Sanità lanciava l’allarme: con Quota 100 sarebbero potuti uscire dal SSN 40mila operatori sanitari tra medici, infermieri, tecnici e altro personale.

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Fonte: Quotidiano Sanità

Secondo l’ANSA tra il 2019 e il 2021 utilizzando Quota 100 la platea dei medici che potrebbe andare in pensione è di 38 mila camici bianchi su 105 mila. Secondo Anaao Assomed invece ad uscire dal SSN tra il 2019 e il 2021 dovrebbero essere effettivamente 24 mila medici, 8 mila all’anno (metà dei quali grazie a Quota 100). Ci sono poi gli infermieri, secondo le stime di FNOPI a beneficiare di Quota 100 potrebbero essere 22 mila persone su un totale di 280 mila infermieri del Servizio sanitario nazionale (ai quali vanno aggiunti gli undicimila che vanno in pensione “normalmente”). Ma quanti sono davvero andati in pensione con il provvedimento tanto richiesto dalla Lega? In un’intervista di qualche giorno fa a Quotidiano Sanità il presidente dell’ANAAO Carlo Palermo ha dichiarato:

Con ‘Quota 100’ sono stati sprecati miliardi e si è rischiato di affossare il Servizio sanitario nazionale. Questa misura ha interessato una platea enorme di medici attualmente in servizio: ossia i nati dal 1954 al 1959, considerando il triennio 2019-2021. Parliamo di 35.000 camici bianchi. Se tutti avessero accettato di uscire, riesce ad immaginare le possibili ripercussioni sul Ssn? È stata una misura sciagurata. Per fortuna pochi colleghi hanno aderito a questa possibilità. Ma anche solo 600-800 colleghi all’anno che accettano questa uscita, in una condizione generale di depauperamento importante a livello di personale, producono ripercussioni non indifferenti sulla tenuta generale del sistema. Se avessero usato gli stessi fondi per rinforzare il Ssn avrebbero di certo fatto un qualcosa di socialmente più utile.

E il SSN non gode certo di buona salute: «ad oggi mancano circa 46.000 operatori. Di questi, 8.000 sono medici. Solo questo ha un valore economico di circa 2,5 miliardi di euro in termini di risorse risparmiate dalle Regioni».

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